La Blockchain oltre Bitcoin, il futuro delle transazioni e delle relazioni online

I nuovi modelli imposti dall’economia digitale spaventano i più, ma potrebbero rivelarsi uno strumento prezioso per tutti

L’anno scorso più di 23 miliardi di dollari sono transitati online, sotto forma di Bitcoin. Segno che il sistema creato nel 2008 dall’anonimo Satoshi Nakamoto sta sconfiggendo i pregiudizi che lo circondano. Le voci contrarie perlopiù riguardano la sua applicazione negli anfratti più oscuri e ambigui della rete, la “dark net”, dove la valuta digitale viene utilizzata per la compravendita di armi, droga e articoli simili, o ben peggiori.
Legittimo dunque che i profani si spaventino di fronte a questo termine e al dibattito che lo coinvolge, come spesso avviene trattato con pressapochismo, soprattutto dai media.
Del resto anche fra i cosiddetti esperti non c’è una visione unitaria del fenomeno. I detrattori vedono la nuova valuta come una moda passeggera, volatile e speculativa, buona solo per attività illegali, che presto o tardi manderà in fumo i risparmi degli sprovveduti che intendono servirsene.
Nel fronte ottimista invece sono convinti che i bitcoin segneranno una svolta epocale che, dal settore finanziario, si estenderà a tutta la società, stravolgendo i modelli attuali e creandone di nuovi.

Strettamente connesso ai Bitcoin, e capace di fornirgli un impulso determinante, è il misconosciuto concetto di Blockchain (letteralmente catena di blocchi). Proviamo a semplificare un pò: è un registro, condivisibile solo tra una cerchia di utenti di un nodo, dove viene annotato tutto ciò che accade online, aggiornabile solo con il consenso della maggioranza degli utenti stessi e le cui voci non possono essere cancellate né modificate. Una catena, appunto, dove gli utenti, pseudonimici, possono interagire tra loro senza intermediari.

Mike Gault, CEO della piattaforma Guardtime, che si occupa di cybersecurity, ne ha riassunto il funzionamento così

Immaginate di camminare in una strada affollata, all’ora di punta. Improvvisamente dal cielo piove un pianoforte. Mentre tutti si voltano a guardare stupiti, il pianoforte si fracassa al suolo. Successivamente, senza aver potuto comunicare tra loro, tutti i testimoni, messi simultaneamente di fronte alla macchina della verità, forniscono la stessa versione dell’accaduto, parola per parola. C’è qualche dubbio che il pianoforte sia caduto dal cielo?

Applicando la metafora alla Blockchain, i passanti diventano i nodi del sistema, isolati tra loro sia a livello geografico che computazionale. Tali nodi funzionano attraverso un protocollo proof of work, una sorta di ricevuta di ritorno, crittografata, che assicura che la giusta informazione è arrivata al computer corretto, nell’iter prestabilito. Tentare di falsificare questa informazione sarebbe come riuscire a far mentire più di metà dei testimoni che hanno visto il piano sfracellarsi al suolo, facendo ripeter loro una versione dei fatti alternativa, esposta con le stesse parole nello stesso momento, senza farli mettere d’accordo in precedenza. Impossibile.

L’avvento della Blockchain cambierebbe il paradigma dell’attuale sistema di scambio di informazioni online. Attualmente infatti qualsiasi interazione dipende da un’autorità centrale ritenuta affidabile. Non importa quale sia il tipo di interazione: dal controllo del saldo della carta di credito al provider che assicura di aver inviato una mail, all’antivirus che conferma di aver correttamente ripulito il computer: qulasiasi azione si basa su un rapporto fiduciario con una terza parte.

Esiste dunque il rischio, onnipresente, che un singolo provider di informazioni possa mentire, o più semplicemente sbagliarsi.

Continua Gault:

“Questo è il motivo per cui la sicurezza di internet oggigiorno è un disastro. Ci fidiamo di fonti che possono essere hackerate, manipolate e compromesse. E forniamo loro i nostri dati più preziosi, finanziari e non solo, mettendo in pericolo la nostra privacy.”

Privacy che, invece, non correrebbe alcun rischio con la blockchain. Nel libro mastro digitale infatti, ogni evento è registrato senza che siano richiesti dettagli confidenziali sulla materia o sugli attori coinvolti. È, come detto, la peculiarità più apprezzabile dei Bitcoin: il registro è pubblico e le identità pseudonimiche.
Il settore finanziario finalmente sembra essersi accorto delle enormi potenzialità di questo sistema, alcuni dei più grandi e influenti gruppi bancari del mondo stanno facendo ricerche accurate sul suo utilizzo.

L’Estonia, dove opera anche la società di Gault, è tra i Paesi che ha registrato il minor numero di frodi attraverso carte di credito o pagamenti online di tutta l’Eurozona. Inutile aggiungere che le sue principali infrastrutture bancarie fanno ampio uso della blockchain.

Molto più a nord, il sindaco George Galloway vuole far adottare il registro virtuale alla sua città, o meglio, al suo Comune. E non è una citta qualsiasi. Conta più di otto milioni di abitanti ed è uno dei poli finanziari e d’innovazione del Vecchio Continente: Londra, grazie al Major Chain Project potrebbe rendere consultabili e trasparenti i movimenti del budget comunale. I cittadini, in ogni momento potrebbero avere la possibilità di controllare come le loro tasse vengono impiegate.

E l’economia, assicurano gli esperti, è solo uno de campi di applicazione. In futuro si potrebbero registrare sul libro mastro digitale documenti di proprietà, di voto, dati sulla salute, contratti di matrimonio. Qualunque transazione finanziaria o set di dati potrebbe lasciare una sorta d’impronta digitale.

È l’avvento di un innovativo modello di governance, un nuovo paradigma portatore di una ritrovata democrazia. Potrebbe scongiurare crisi future come quella greca, esempio lampante di come gli attuali modelli economici e decisionali siano spesso destinati a fallire. E colossi finanziari come HSBC sarebbero obbligati a comportarsi correttamente, senza ricorrere a attività illecite come il riciclaggio di denaro, costato alla società inglese di private banking più di quaranta milioni (e un bel po’ di reputazione). È l’avvento di un sistema condiviso dove tutti sono incentivati a comportarsi onestamente, a rispettare le stesse regole, uguali per ognuno. E, infine, sancisce l’addio a modelli centralizzati, economie oligarchiche, esempi di strapotere istituzionale.

È la rivincita del digitale quindi, che da oggetto oscuro e minaccioso, grazie alla blockchain potrebbe diventare estremamente affidabile. Nessuno potrà mentire o manomettere il passato o il presente. Ancora non è realtà, ma ogni giorno che passa può diventarlo.