Salvare il libro, costi quel che costi!

Editoria e crowdfunding: ce ne parla Giovanna Russo, community manager di StreetLib

Giovanna Russo, CM di StreetLib

A differenza dell’industria musicale, che in un modo o nell’altro è riuscita a sfruttare le opportunità della trasformazione digitale, il mondo dell’editoria è nettamente in ritardo. Il risultato è che nessuno sa come uscire dalla crisi, economica e identitaria,in cui si trova il settore. Non lo sa il più grande gruppo editoriale del mondo, non lo sa il piccolo editore online, non lo sanno gli scrittori, non lo sanno i blogger. Per questo parlare di singole belle esperienze, magari anche di relativo successo, può essere in sè utile: in questo momento il settore ha bisogno di spinte di avanguardia, di aria nuova. Non si devono però assolutizzare tali esperienze: non ci sono soluzioni per tutte le stagioni, variabili e circostanze rendono certe esperienze positive dei piccoli casi difficilmente replicabili.

La mancanza di modelli affidabili sta comunque lasciando aperti ampi margini d’azione, soprattutto a realtà che si rifanno a un ritrovato spirito indipendente e comunitario al tempo stesso. Sul mercato si presentano semrpe più spesso reti sociali, net-community, esempi di crowd-economy funzionanti.

E, nello sconfinato arcipelago di quest’ultima si trovano isole felici, come Streetlib, piattaforma editoriale a 360° presente su Produzioni dal basso. SL è nata con uno scopo ben preciso: accompagnare chi vuole misurarsi col mondo letterario, mettergli a disposizione esperienza e strumenti per attraversare tutte le fasi intermedie, dal primo rigo abbozzato alla pubblicazione del libro. In un settore editoriale perennemente in crisi, piccole realtà come questa posso fornire davvero una vitale boccata d’ossigeno a scrittori esordienti o, perché no, già navigati. Ne parliamo con Giovanna Russo, community manager di StreetLib.

Qual è la storia di StreetLib?
L’idea nasce nel 2006 con il nome di Simplicissimus Book Farm. Nel giro di pochissimi anni siamo cresciuti e abbiamo ampliato i nostri servizi in un network di cui nel 2010 entra a far parte anche Narcissus, la piattaforma di servizi per l’autopubblicazione. Da questo network è nata StreetLib.

Scrivere direttamente su StreetLib è semplice e veloce

Quali sono gli strumenti che offrite ai vostri utenti?
Credo che ci seglie sia convinto, in partenza, che l’esperienza della lettura debba essere valorizzata attraverso qualsiasi mezzo: digitale, carta e audio, senza limitazioni. Noi aiutiamo ogni nostro utente seguendolo dalla creazione alla distribuzione (con Publish, SelfPublish e Sell,passando per la formattazione del volume (con Write ed Edit), la stampa e la pubblicazione.

Il nostro motto è “salvare il libro, costi quel che costi”: gli step futuri — da tradursi in potenziamento e ampliamento dell’offerta dei servizi — andranno in questa direzione.

Perché vi siete rivolti al crowdfunding?
Ne condividiamo la filosofia: chiunque può realizzare qualcosa di bello partendo “dal basso” e facendosi forte esclusivamente della condivisione di una sua idea che, se la campagna va a buon fine, è destinata a diventare un progetto comune. La pubblicazione indipendente si sposa benissimo dunque con il crowdfunding, per molti motivi: la condivisione di idee e progetti, lo scambio e il sostegno reciproco, il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera (autori, editori, lettori e così via…) in un obiettivo di comune interesse (la pubblicazione di un libro?) è una delle vie possibili verso il giusto approccio al panorama editoriale odierno.

Il libro è pronto per essere pubblicato e (si spera) venduto!

Credi che il crowdfunding possa aiutare il settore dell’editoria e dell’industria culturale in genere?
Sì, senz’altro. Se c’è un aspetto determinante nel successo di un prodotto dell’industria culturale è senza dubbio il feedback dell’utente finale, il cui impatto, grazie anche al web, risulta amplificato al punto da modificare le classiche dinamiche del mercato. Blog, forum, recensioni: i lettori dialogano direttamente con autori ed editori, hanno la forza di decidere le sorti di un intero progetto fin dalla sua nascita. Perché dunque non provare a sfruttare questa forza? Perché non coinvolgere il lettore?

Per noi scegliere il crowdfunding significa non solo presentare il proprio progetto così com’è, nudo e crudo al pubblico, ma chiedere a costui un apporto diretto e incodizionato. Significa renderlo partecipe della stessa “creazione” dell’opera, innescando inevitabilmente un processo di fidelizzazione fondato sulla condivisione di comuni obiettivi e interessi.

E se l’autore (o l’editore) riesce nel suo intento, completa la sua campagna raggiungendo il proprio obiettivo grazie al lettore, non avrà solo guadagnato una donazione, ma un alleato, un sostenitore: che è il traguardo più importante.