il bar sotto il mio ufficio
il bar sotto il mio ufficio è vecchio, con un arredamento che sa di stantio, poco luminoso e anniottantissima. Le due donne che lo gestiscono invece sono molto in gamba e piene di idee e iniziativa. Nello scorso fine settimana hanno dipinto il dentro, ora è tutto verdeospedale, e comprato tanti piccoli accessori nuovi per dare un cambio di immagine.
Scritte home shabby chic e cestini di vimini e tutto molto pastello e gessetto e latta, il tutto che sta parecchio male accanto a scaffali neri lucidi e specchi su cui troneggia l’amaro Averna intonso. Un’accozzaglia assurda di chi ci prova, ma solo un po’.
Per cambiare, davvero, non basta tentare di rivestirsi, non bastano due accessori.
Quando senti che non va bene niente più di come sei, c’è da fare un salto e accettare la radicalità che il cambiamento chiede. Anche impercettibile, anche a passi piccolissimi, ma radicale.
Se stai nel mezzo è quasi peggio.
Il caffè, comunque, lo fanno sempre da schifo.