Cane bastardo!

Riccardo Cavaliere
Jul 20, 2017 · 5 min read

Una signora anziana mi si avvicina, proprio mentre Black sta facendo pipì in un’aiuola. ‘Ci risiamo’ penso… Una mattina come tante, giretto con sei mesi di figlia e cane, il giretto della mattina. La mia città è piccola, le strade poche, il verde slavato, l’asfalto tanto. Alberelli trapiantati tra aiuole improvvisate e sorretti da quattro bastoncini di legno messi a tenda indiana. Il nostro labrador nero di undici anni suonati prende la mira, la vecchia si avvicina, mia figlia ride, lei ride sempre. Faccio un respiro forte perchè ieri è stata una giornata pesante. Mi metto in assetto di difesa, cerco di distendere la mente, di prepararmi all’attacco imminente. Noi tre di fronte alla signora, gli sguardi che si incrociano, la goccia di sudore che attraversa la tempia, il sole alto e la campana che batte un colpo; sembra la scena perfetta di un western di tutto rispetto. Metto la mano sulla fondina e preparo il colpo.

“Che bella scena.” Ci guarda e sorride, ricurva sul bastone che tiene stretto con la mano destra, mentre con l’altra mano trascina uno di quei trolley per la spesa che si usano di questi tempi. Resto spiazzato, le sorrido e vado avanti di un paio di metri. Poi mi fermo, mi volto, la chiamo e le chiedo se le serva una mano. Risponde di no. A quel punto la ringrazio. “Mi ha cambiato la giornata”, le dico, “Sa, sono più le volte che vengo offeso. Mi ha reso davvero felice.”

Basterebbe poco, basterebbe un grazie, un prego, un buongiorno, una frase come quella della signora o anche la semplice indifferenza. Basterebbe poco a Cremona per essere un paesotto gradevole, invece che un covo di saggi e saggisti. Teste abbassate, teste che si girano per evitare un saluto, teste di cazzo, facce tristi, arrabbiate, nervose. La cortesia si è persa dietro alla fretta, il rispetto nascosto dalla saccenza e dalla presunzione. Infastiditi, giudicanti, maleducati. Il popolo Cremonese re del bigotto.

Ci sto cadendo dentro, ho pensato male della signora è vero. Ho creduto fosse come quell’altra signora, un po’ più giovane, che ieri mi ha fatto una morale di dieci minuti perchè il nostro cane aveva fatto pipì su uno di quei vasi con le piante che arricchiscono il centro storico. ‘Questione di impegno civile per salvaguardare la bellezza della nostra città’, ha detto con voce pignola e altolocata. “I cani bisogna educarli, bisogna tirarli ogni volta che in centro vogliono fare pipì su un muro, su un vaso, per terra, su un palo della luce, su di un cestino, su un porta biciclette”, …insomma ovunque. Diceva poi, che lei ovviamente ama cani e gatti e che la colpa è dei padroni, non certo di quelle povere bestie. Non ne ha ovviamente, di cani e gatti, ma li ama. E siccome li ama non vuole che piscino da nessuna parte nel centro storico. “Quindi signora, la soluzione?” Beh quella è ovvia, si strattonano ogni volta. Mi fermo, rifletto, ci penso. Immagino di uscire con Black per il giretto che a lui serve per fare pipì e cacca, ma ogni volta che gli scappa lo strattono, e così quando torno a casa lui ha la vescica talmente piena che deve subire un intervento alla prostata. Qualcosa non quadra… Se però andassi per le vie della periferia? Alla signora importerebbe? Le case di serie B possono essere ‘pisciate’? Subisco una morale per venti metri e dieci minuti, poi sbotto mentre mia moglie prova a convincermi a lasciar perdere. Le dico che anche lei mi infastidisce, che non mi piace il suo modo di vestire, il suo profumo, la sua presunzione, che è bigotta e che, francamente: mi ha rotto i coglioni! “Ecco vede” -prende la palla albalzo- “tatuato e incivile”.

Devo lavorare sulla rabbia lo so.. Non mi hanno mai insegnato a gestirla. Le suore dicevano che ero cattivo. I miei che ero impulsivo. I professori che ero impertinente. Probabilmente avevano ragione un po’ tutti, fatto sta che i giudizi non mi hanno certo aiutato. Comunque mi sono infuriato, ho alzato la voce, ho urlato alla tizia tutta tirata che ero un maleducato, zozzone ed incivile. Che poi ad accoglierla per darle man forte, c’era pure quell’imprenditore imbroglione che ci ha messo un anno per darmi 600 dei 1600 euro che mi doveva per dei lavori svolti. Se la rideva pacioso, la consolava della sua posizione. Non sono riuscito a trattenermi. Si crede una volpe quello. Un altro da morali, venditore di fandonie, abindolatore di giovani, disonesto. Quelli con i figli mantenuti e spocchiosi, che a vent’anni pensano di essere già arrivati e che se dovessero sopravvivere due giorni senza i soldini di papà, sarebbero sotto un ponte a piangere. Ma questo sfogo non cambia la mia rabbia e non cancella il senso di vergogna che ho provato nei confronti di mia figlia.

Cane Bastardo! Pezzo di merda! Cani schifosi di merda! Figlio di puttana falla sulla porta di casa tua! Il suo cane mi ha sbavato sul piede! Non dovrebbe portarlo in centro! Che puzza questi incivili!

E sono solo una parte delle offese che ogni settimana mi vengono rivolte per la pipì di un cane. Con tutto l’impegno di evitare porte di case e negozi, ruote delle macchine, posti di passaggio e raccogliendo sempre e dico sempre, i suoi escrementi. Posso aggiungerci gli infastiditi dal passeggino, i nevrotici che mi bloccano il passaggio perché, secondo non si sa quale teoria, esisterebbe un senso di marcia anche sul marciapiede. Si, sono al culmine. Si, sono tatuato! Si, sono della stessa città di Chiara Ferragni, che sposerà uno dei tatuati più tatuati d’Italia, che però è ricco e famoso, quindi tollerato dagli altolocati del centro Cremonese. Beato lui che con la fama è riuscito a sconffigere i pregiudizi.

Poco importa se lavoro con i disabili, se faccio l’educatore alle scuole elementari e medie guadagnando novecento euro al mese e dedicando la mia vita ai giovani. Inutile dire che con mia moglie abbiamo preso Black al canile dopo sette anni di maltrattamenti e due di gabbia. A chi importa se lo abbiamo curato, nutrito, se lo portiamo fuori quattro volte al giorno, se gli abbiamo fatto scoprire il mare, la montagna, l’affetto e una vita fatta di carezze e non di botte? Poco interessante questa parte di civiltà e impegno civile, perchè l’unica cosa che fa male è la pipì sulle fioriere, in questa città ‘rovinata’ dai cani, e l’aggressività di un padrone tatuato.

“Cane bastardo!”

Ho preferito “Che bella scena” Perchè in fondo, in questa bella città, chissà davvero cosa puzza di più…?

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Riccardo Cavaliere

Written by

"Oltre le solite notizie" Marito, papà, scrittore, educatore e viaggiatore.- Husband, father, writer, children’s educator, travels addected and storyteller.

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