Lo stato dei «pacchetti» del Partito Radicale

…e a chi toccherebbe pagare il deficit

Il deficit relativi alle iscrizioni a pacchetto del Partito Radicale nel 2017 consiste in 985.000 € residuato dall’attività politica del Partito Radicale e di tutte le altre organizzazioni della cosiddetta «galassia radicale» nel decennio 2006–2016. Attraverso i dati distribuiti da Maurizio Turco, ex Tesoriere del Partito in quel periodo ed ora uno dei 4 coordinatori della Presidenza e responsabile legale del Partito è possibile leggere le motivazioni, che non sono quindi esclusivamente politiche ma anche di ordine pratico, della richiesta ad alcune associazioni di liberare lo spazio della storica sede di Torre Argentina 76.

Ho riassunto le 8 tabelle distribuite da Turco in quest’infografica per la cui lettura è necessario entrare in alcuni dettagli del «mondo radicale».

La cosiddetta «Galassia Radicale» era costituita, fino al 2016, da un insieme di organizzazioni, alcune delle quali potevano fregiarsi nei propri statuti del titolo di «fondatore del Partito Radicale». Le organizzazioni (e le sigle usate nell’infografica) sono:

AC: anticlericale.net | CD: Certi Diritti | LIA: Lega Italiana Antiproibizionista | LP: Lista Pannella | NPWJ: No Peace Without Justice | ERA: Esperanto Radikala Asocio | NTC: Nessuno Tocchi Caino | ALC: Associazione Luca Coscioni | RI: Radicali Italiani

Al centro di questa Galassia c’è stato il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito. Era possibile iscriversi a ciascuna di queste organizzazioni comprando la tessera con questi costi:

In alternativa era possibile iscriversi all’intero insieme di associazioni della galassia in una formula chiamata «pacchetto», fortemente voluta da Pannella, che per una cifra fissa (almeno 590€). A differenza delle iscrizioni singole che finivano direttamente nelle casse delle singole associazioni, le iscrizioni a pacchetto finivano nella tesoreria del Partito e venivano usate per pagare i servizi generali che la sede metteva a disposizione delle organizzazioni (risorse, equipaggiamenti, dipendenti).

Seguendo i dati distribuiti da Turco, l’infografica mette a confronto i ricavi dai pacchetti e degli altri contributi aggiuntivi che alcune organizzazioni hanno dato per mantenere i servizi generali, con la struttura dei costi.

La suddivisione dei 3.065.000 € di ricavo è fatta secondo il criterio del costo della tessera originale. Il grafico a torta nel centro della zona verde riporta quindi quanto è percentualmente imputato come contributo relativo ai pacchetti per ogni organizzazione.

I costi di funzionamento della macchina radicale di via di Torre Argentina sono stati 10.045.253 €, suddivisi come riportato ne grafico centrale della zona gialla. Questi costi sono stati imputati alle organizzazioni secondo i servizi che hanno effettivamente utilizzato. Quasi tre quarti dei costi sono stati generati dalle tre organizzazioni più grandi (ALC, PR e RI), poco più dell’ultimo quarto tra tutte le altre.

Alcune organizzazioni si trovano ad aver ricevuto meno servizi di quanto è stato il loro effettivo contributo nel pacchetto (sono AC, LIA e CD). Due organizzazioni hanno coperto i costi loro imputati con contributi aggiuntivi tali da azzerare il deficit, tutte le altre hanno un bilancio nettamente positivo a loro favore: hanno ricevuto molti più servizi di quanto abbiano contribuito con la loro quota parte del pacchetto o con contribuzioni aggiuntive (ad esempio ALC e NPWJ hanno fatto contribuzioni aggiuntive per il mantenimento dei servizi generali rispettivamente di 208.554 € e di 170.000 € negli scorsi 10 anni).

Il deficit residuo dallo sbilancio dei costi e dei ricavi, è stato coperto dal Partito, per come ha potuto, fino all’attuale situazione in cui mancano, come detto, 985.000 €.

I soggetti chiamati in causa hanno quindi negli scorsi anni ricevuto servizi e contribuito in misura molto inferiore ai costi, ma hanno anche ottenuto risorse ulteriori rispetto a quelle relative ai «pacchetti», sia sotto forma di iscrizioni dirette, ma soprattutto come finanziamenti di natura differente: ad esempio ALC ha potuto fare affidamento su cospicue risorse relative al 5 per mille, NPWJ e altri a rilevanti finanziamenti provenienti dalle Fondazioni Soros. Queste risorse non sono state usate per pagare i costi dei servizi.

La richiesta di Turco, quindi, è di ripartire il debito residuo in relazione a quanto negli scorsi 10 anni queste organizzazioni hanno ottenuto come servizi senza opportunamente contribuire a pagare. Questa è una frazione (circa un quarto) di quanto effettivamente spetterebbe loro se si prendessero carico, come dovrebbe essere, di tutto il debito che hanno contribuito a creare.


<Il deficit dei pacchetti…e a chi toccherebbe pagarlo>

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a cura di Emmanuele Somma