Karma in Auge e il lato oscuro dei social network
Per la seconda volta ospite in studio Salvatore Piccione, chitarrista e voce del trio Karma in Auge. Singolare realtà quella presentataci da Salvaore, il quale “immigrato” meridionale qui a Torino porta avanti un progetto nato nel suo paese d’origine, in Puglia. Difatti, abbiamo potuto avere come ospite solo Salvatore, in quanto gli altri due membri del trio Mimmo Frioli (batteria) e Giovanni D’Elia (basso) non sono “espatriati” e sono quindi lontani.
Questo è un chiaro segno di quanto sia grande la voglia di far musica di questi giovani artisti. Forse li conoscerete per i loro primi lavori Memorie Disperse (2010) o Rituali ad Uso e Consumo (Danze Moderne, 2012), dalle note un po’ cupe in linea con uno stile post-punk e new wave. Un po’ diverso è il nuovo EP, autoprodotto, che tradisce un’apertura verso l’alternative rock, senza però lasciare quelle tematiche sociali che, avevamo già avuto modo di capire, stanno loro a cuore.
Socialnoia, questo il titolo nel nuovo EP dei Karma in Auge, questa la nuova tematica affrontata dai giovani musicisti pugliesi. Perché i social network sono uno strumento potente, ma possono facilmente “venire a noia” se abusati. Salvatore stesso ci ha raccontato il suo desiderio di esaminare il “lato oscuro” dei social network, il rischio cioè di potersi perdere nella quantità di informazioni da cui veniamo bombardati quotidianamente, appiattendo la tridimensionalità dei vari messaggi che ci raggiungono. Il senso vero delle cose si smaterializza, e noi anneghiamo nella rete. Salvatore ha in passato dedicato una delle sue canzoni a Marshall McLuan, sociologo, il quale si era espresso a tal proposito dicendo “il messaggio è nel medium”, riferendosi a come il mezzo influenzi fortemente la gente, forse più del messaggio che porta.
Inevitabilmente nel corso della chiacchierata durante il programma Take One, abbiamo affrontato un argomento delicato per i molti studenti fuorisede: la partenza, l’abbandono del luogo natio per altre coste, forse, più benigne. La sempreverde domanda: è necessario? È necessario lasciare la Puglia e venire qui a Torino a cercar fortuna? Salvatore ci ha dato una risposta un po’ sibillina, un “si ma anche no”. La Puglia, a parere dei Karma in Auge, risulta essere un po’ più avanti rispetto ad altre regioni del Sud, ma forse la provincia di Taranto (da cui proviene il trio) è un po’ problematica dal punto di vista dell’apertura a nuovi orizzonti musicali.
Se mi si concede di esprimere un parere spassionato, credo che quella che è anche la mia regione d’origine, la Puglia, stia negli ultimi tempi cercando di aprirsi a nuovi orientamenti, ma la tendenza di tutti noi studenti ad emigrare finisce per lasciare a casa solo coloro che amano la loro terra così com’è. La “fuga dei cervelli” entro i confini nazionali è però un fenomeno che ha contribuito a unire questa grande, bella, diversa e sfaccettata Italia.
Ahimé, credo di aver dato anch’io una risposta sibillina.
Francesca Ferrauto