
Papa Razzi a Milano
Milano, 1 giugno 2012
Oggi pomeriggio, dopo il lavoro, salgo sull’autobus.
Dopo un paio di fermate l’autista comunica che “la corsa termina qui perchè è tutto bloccato”.
Scendo con tutti gli altri passeggeri, alcuni dei quali spiegano che il blocco è dovuto al passaggio del Papa.
Mi incammino con un’altra ragazza, borbottando “Ma dimmi tu se devono bloccare il centro di Milano il venerdì pomeriggio, non basta la messa al Parco Nord?, Come puoi pensare di non far circolare mezzi e vetture durante l’orario lavorativo in un giorno feriale, blablabla…”.
Ad un certo punto, DA UNA FINESTRA AL PRIMO PIANO di Via San Damiano, una signora ci (mi) urla: “VAI AL TUO PAESE SE NON TI VA BENE IL PAPA”.
Ora, insulti a parte alla poverina, mi viene in mente una serie di considerazioni:
1) Signora, ha mai pensato di farsi una padellata di cavoli suoi? No, sa, dicono che chi lo faccia, campi cent’anni.
2) Visto che è al lavoro, perchè non lavora? Non credo che lei sia pagata per stare alla finestra e rompere i coglioni ai passanti. Oltretutto i miei, di coglioni, oggi sono già a piuttosto frantumati, visto che, come vede, devo andare a casa a piedi.
3) Immagino lei sia una Cattolica Apostolica Romana se si é sentita offesa dai nostri mugugni. Deve aver saltato qualche lezione di catechismo, però. Persino io ricordo il ‘non fare (dire) agli altri quello che non vuoi venga fatto (detto) a te/porgi l’altra guancia/siamo tutti fratelli/il Signore è in ogni cosa’ ecc.
4) Mi sento di ribadire, con forza: SI FACCIA I CAZZI SUOI.
5) Vorrei perdere tempo a farle capire che sono già al mio paese, ma per questo ci vuole un’altra nota e, forse, un’altra vita.
6) Le ricordo che esiste una piccola cosa che si chiama Laicità dello Stato.
Nel 2012, ormai, è ammesso dire ad alta voce “porca miseria, proprio oggi dovevano bloccare il centro? e per giunta per il Papa?” e molto altro.
Purtroppo, nei fatti, i tempi non sono così moderni, ma almeno tutti possono dire ad alta voce ciò che pensano.
Che poi è la stessa libertà che domenica prossima permetterà ai partecipanti alla messa di Bresso di pregare e cantare ad alta voce. So che le è difficile capirlo, ma le assicuro che è proprio lo stesso identico principio.
7) Inoltre le ricordo che aspettarsi che una cazzo di visita papale sia organizzata in modo da non bloccare per ore la città più caotica del nord Italia in un giorno feriale non è esattamente fantascienza.
Non è come chiedere che i sacerdoti che commettano reati vengano processati come comuni cittadini.
Ok, scusi, questo era un colpo basso.
Infine, con il cuore in mano, le dico: vada a fanculo.
Vorrei augurarle di andare all’inferno ma putroppo non esiste.
Scusi se lo dico così, a bruciapelo. E’ brutto scoprire le cose all’improvviso, lo so. Non le dico quando mi hanno detto che non esisteva Babbo Natale…
Ah, un’ultima cosa. Sa che io e tutti i passeggeri dell’autobus siamo stati fermati un paio di isolati dopo lo spiacevole incontro con lei?
Non ho capito subito il perchè.
C’erano una ventina di macchine scure e della polizia, camioncini blindati, elicotteri in cielo e poi è spuntata una macchinina bianca, un po’ più alta delle altre, con un vecchietto dentro.
Mi sa che deve rosicare: il Papa è passato vicinissimo a tutti noi (borbottanti peccatori e occupanti di paesi altrui) e non vicino a lei che vomitava insulti dalla finestra.
Forse sta sul cazzo anche a lui?