Quello che non avete capito, e continuate a non capire

Pare che le passate amministrative siano già finite nella pattumiera dove la maggior parte degli italiani accatasta tutta quella sequela di informazioni che potrebbero puntualmente salvargli il culo alle prossime elezioni, ma che puntualmente vengono disattese con il perpetrarsi illogico e disumano dello stesso marcio e corrotto copione.

Alle ultime amministrative un centrodestra sgangherato, improbabile e ridicolo ha trionfato contro tutto e tutti, contro i pronostici, contro le piazze piene del M5S che sembravano suggerire tutt’ altro svolgersi, contro una rinascita timida di qualche sparuta e tremolante realtà di sinistra, contro le risate dei giornalisti più “informati” che giudicavano impossibile una rinascita della destra, ecc…

Eppure questo campana d’allarme nonché chiara manifestazione d’intenti e comportamenti è già andata perduta, dimenticata, morta, anzi da costume italiano, è già roba vecchia, non serve più.

Le passate amministrative invece ci hanno fatto capire poche, ma fondamentali cose :

  • L’Italiano che vota a destra è fedele alla “destra storica”, non se ne importa di programmi, volti, cambiamenti. Il voto è cieco, fede pura, religiosa quasi.
  • La maggior parte degli italiani non vota. Il vero vincitore, va precisato, più che il centrodestra è l’astenuto, sono le elezioni meno partecipate della storia d’Italia.
  • La maggior parte degli astenuti fa parte di un società culturale e politica di centro-sinistra, interessata e culturalmente migliore della controparte che vomita voti sui candidati/burattini di centrodestra.

Detto ciò (ed osservabile da chiunque di politica ne capisco un pò più di niente), i nostri cari amici politici pare non abbiano capito affatto l’andazzo, e chi con qualche frasetta, chi con qualche azione semplicemente ridicola (Pisapia) si stanno buttando tutti, ma proprio tutti, sui voti di centrodestra, come se questi siano “terra di nessuno”, mentre invece sono ben avvinghiati alle clientele, alle solite promesse e alle solite faccette che hanno mantenuto in vita il moribondo centrodestra dalla dipartita del suo mastro burattinaio, silvio berlusconi.

Magari in Sicilia, e lo spero con tutto il cuore, le condizioni molto più estreme di povertà e i disastri fatti dall’inutile Crocetta potranno regalare al M5S la prima regione dal giorno della sua fondazione. E gli avversari politici non paiono affatto interessati alla cosa, dato che tra gag degne di Stanlio&Ollio, coalizioni improbabili (Al Fano&Pisapippa) e dichiarazione da allucinogeno (Crocetta : “Sono l’unico che può battere i 5 stelle”), l’interesse al governo pare non ci sia affatto, e inoltre un candidato più forte di Cancelleri è davvero difficile da trovare. L’unica pecca del M5S a mio parere è condurre la campagna elettorale con costantemente Di Battista e Di Maio al seguito, che inevitabilmente spostano l’attenzione su temi nazionali e non regionali, come d’altronde successo già alle passate amministrative, nonché fanno inevitabilmente da tappo alla squadra siciliana, che in questi anni ha saputo fare tanto e bene. E quindi una critica, anche dura, ma sicuramente positiva, da apprezzabile diventa nemico pubblico numero uno. E non fa niente se la storia ci racconta che il tifo in politica porta alla morte. E non fa niente se questo sistema, nonostante le piazze piene, alle ultime amministrative si è dimostrato inefficace.

E questo è quanto per ciò che concerne le elezioni siciliane, appuntamento di sicuro importantissimo e perno delle future mosse del governo.

Per quanto riguarda le elezioni del 2018, forse in pochi sanno che con la stessa rarità di un allineamento astrale, il prossimo governo sarà chiamato a nominare tutti i principali vertici degli organi di sicurezza e ordine :

  • Capo della polizia
  • Stato Maggiore della difesa generale
  • Vertici Aisi e Aise
  • Vertici della GdF
  • Vertici Marina
  • Vertici Aeronautica
  • Stato Maggiore dell’esercito

È chiaro che una simile occasione, più unica che rara, per una forza di cambiamento come il M5S rappresenta l’occasione più ghiotta per imporre e definire quel cambiamento antropologico e strutturale della politica italiana, che negli anni si è sempre e solo limitata a ratificare i nomi ai vertici di partecipate e organi di sicurezza, sussurrati dagli stessi organi. Non imprimendo mai una vera spaccatura nel sistema.

È quindi necessario, anzi vitale, più di ogni altra cosa, prepararsi ad una battaglia infame, ricordiamo che ancora non è definito il sistema elettorale, che tranne il M5S, nessun altra realtà politica ha definito il proprio programma e i propri intenti.

Per ora pare delinearsi all’orizzonte un’accozzaglia tutta intenta ad aggiudicarsi i voti del centrodestra. Personalmente mi aspetto una coalizione fantoccio tra il partito di Renzi (sempre più realistico date le continue spaccature in seno al PD) e le realtà berlusconiane, perché se c’è UNA sicurezza in tutto questo marasma è che il regista politico della prossima coalizione sarà di nuovo Berlusconi, che dalle quinte manovra ancora tutto il centrodestra, e se non bastano le parole, lo scissionista Alfano che ritorna all’ovile è una chiara prova provata.

E come dimostrato inequivocabilmente dalle ultime amministrative, i voti di centrodestra sono compatti e fedeli. Quindi a mio avviso tentare di inseguire questa strada è totalmente inutile, nonché deleterio.
È vero che ormai destra e sinistra non esistono più ecc…Ma nell’immaginario collettivo esistono eccome, e dare segnali in una o nell’altra direzione può essere galvanizzante o fatale.

Di una cosa sono fermamente convinto però, inseguire i temi e i modi della destra non porterà da nessuna parte.

A buon intenditor….

)

    Remigio De Rinaldis
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