Diritti al punto

Partiamo da un punto fondamentale: non si può essere a favore delle unioni civili e della stepchild adoption, se non si è anche a favore dei diritti dei migranti, dei rifugiati e quant’altro. E’ una questione nemmeno troppo sottile: dobbiamo ricordare che i diritti, una materia importante e complessa, non sono “a due velocità”, non si riferiscono a delle “classi di persone” ma, anzi, le classi cercano piuttosto di eliminarle.

Non si parla di diritti LGBT, per gli stranieri o per gli immigrati. Si parla di diritti per le persone. In questo senso, penso ci sia una gran confusione. Vi faccio un esempio.

L’altro giorno scorrevo la bacheca di Facebook in cerca di qualche storia interessante da leggere. A dire il vero, l’unico trend presente sui social era l’hashtag #svegliatitalia, così ho deciso di seguire cosa stessero dicendo i miei amici a proposito. Con mio piacevole stupore, ogni mio amico era a favore del movimento arcobaleno. Tutti o quasi si scagliavano, giustamente, contro le istituzioni immobili e fuori dal tempo per dei diritti che, ormai, nella nostra Europa sono dati per scontati.

Evviva.

Non ho il tempo di bearmi di cotanto senso civico, di tanta partecipazione alla causa LGBT, che scorgo tra i vari post qualcosa di dissonante, qualcosa di diverso:

Non ho riportato il nome perché a scrivere è una persona giovane, perché probabilmente non ha i mezzi per informarsi o che non sa di che cosa si stia parlando.

Si tratta di un’ordinanza del mio comune per l’accoglienza dei richiedenti asilo fino a un massimo di dieci persone. Di fatto, si rivolge a coloro che hanno degli alloggi sfitti e li volessero mettere a disposizione (in maniera del tutto volontaria) dei profughi. Il tutto finanziato non coi soldi del comune, ma con fondi europei. Ciò ha suscitato l’indignazione di persone adulte, vaccinate e persino istruite della mia comunità. Se voleste vedere il post da cui è nata la polemica, lo trovate qui.

Nel leggere, fate attenzione: il rischio di diventare inversamente razzisti è piuttosto elevato.

Questo mio contatto su Facebook è a favore delle unioni civili, della stepchild adoption e di tutto ciò di cui si sta trattando in questi giorni. E’ contro la disciriminazione, quindi? No. E, come questa persona, tante altre. Ma come è possibile? Siamo di fronte all’Ignoranza, quella con la I maiuscola. Ci siamo uniformati piano piano alla nostra classe politica: siamo trasformisti da bar, siamo i leghisti dell’ultim’ora che non ce l’hanno coi terroni, siamo i comunisti da salotto a cui fa schifo stringere la mano a un nero.

Quale schieramento è a favore delle unioni civili ma contro l’accoglienza dei profughi? Quale ideologia starebbe dietro a tutto ciò? Nessuna, è chiaro.

Andiamo dritti al punto: i diritti sono per tutti. O di tutti o di nessuno.

Se in piazza scendono per i diritti LGBT centomila persone, mi aspetto che ne scendano altrettante per manifestare a favore dei richiedenti asilo. Perché di questo si parla, perché è questo lo spirito. Come posso combattere per i miei diritti, se non combatto per i tuoi? Con che faccia denuncio i soprusi, se poi sono io, in un’altra parrocchia, l’oppressore?

Oggi stiamo ottenendo una grande vittoria per la nostra società, e domani saliremo tutti sul carro del vincitore a gridare quanto sia bella la democrazia e la libertà di amare. Quando potremo fare lo stesso con la libertà di vivere una vita dignitosa?

Non dico che dobbiamo essere tutti a favore dei migranti, anche se sarebbe un mondo un tantino migliore. Dico solo che al nostro Paese serve, oltre all’umanità, alla voglia di cambiare e di farsi sentire, un briciolo di coerenza, senza la quale tutte le proteste saranno destinate a durare una settimana o poco più, e a non cambiare niente.

Questo è il punto, in mezzo ad un oceano di punti interrogativi.