Muri di parole, muri di potere
Mura che delimitano il territorio, mura che sorreggono torri d’avorio. Muri di parole, muri di potere.
Muri da fare crollare, da fare crollare. Muri per nascondere e per dividere
fragili da fare ridere, da fare ridere!
Butta la palla di là !
Jovanotti, “ Il Muratore”
Che cos’è la Libertà? “E’ partecipazione”, diceva Gaber in una canzone. Vero. La Libertà, però, è qualcosa di più complesso. E’ Libertà quella condizione per cui un uomo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni. E’ Libertà poter sperare in un futuro migliore. E’ Libertà “Uno spazio libero”, nonostante ciò che cantava G: potersi muovere liberamente, trasferirsi, vedere posti nuovi. Una Libertà universale, di chi si sposta e di chi accoglie, di conoscere persone e scambiare idee e conoscenze con culture diverse dalla propria.
Oggi viviamo in un mondo in cui gli spazi liberi sono sempre meno: i recinti, le gabbie per umani, sono ovunque e dividono i popoli, azzerando ogni forma di comunicazione. Ce lo ricordiamo ancora, noi europei, cosa è stato il Muro di Berlino.
Il progresso, tanto per dirne una, si è creato con le strade, non costruendo barriere.

Roba vecchia? Magari. Oggi non si tiene il conto di quanti muri, di qualsiasi dimensione, siano sparsi nel mondo.

Un muro famoso degli ultimi anni è quello costruito da Israele ai confini con la Palestina, a detta del governo “Per prevenire gli attacchi terroristici” ma che in realtà risulta essere una prigione lunga centinaia di chilometri (700 per la precisione) per il popolo palestinese. Esiste, è lì.
E non è l’unico.

Esistono anche i muri di Melilla e Ceuta, città spagnole sul suolo marocchino (si trovano qui e qui), in filo spinato e tecnologicamente dotati per sventare tentativi di immigrazione clandestina. Funzionano benissimo, ma stranamente il contrabbando fiorisce in queste due città.
Le vite umane no, le merci in nero sì.
Una storia simile è quella della barriera posta al confine tra Messico e Stati Uniti, fortemente voluta dall’amministrazione Bush, la cui costruzione è stata sospesa da Obama. Nonostante ciò, la parte costruita copre mille degli oltre tremila chilometri di frontiera la quale, in gran parte, è desertica.
Gli effetti sono ovvi: anziché essere un deterrente, questo muro non ha fatto altro che aumentare il numero di morti nel tentativo di passare il confine attraverso il deserto, senza però abbassare il numero di immigrati o il livello di narcotraffico.
Mettiamocelo in testa: un pensiero non si può murare e, finché ci saranno ingiustizie e crudeltà, le persone rischieranno la vita pur di cambiare la situazione propria e delle proprie famiglie.

Libertà va cercando, ch’è sì cara, Come sa chi per lei vita rifiuta. — Dante, Purgatorio

Oggi i muri stanno tornando di moda anche in Europa: nemmeno troppo silenziosamente, nel 2015 l’Ungheria ha costruito una barriera in filo spinato lungo l’intero confine serbo per interrompere il flusso di migranti. L’Austria, sempre l’anno scorso, ha minacciato di fare altrettanto al confine con la Slovenia.
I muri non finiscono qui, ce ne sono molti altri, tutti diversi e tutti uguali.

Non si può impedire alle persone di cambiare la propria vita, di viaggiare e di cercare fortuna altrove. Esattamente ciò che molti di noi giovani europei fanno regolarmente, nel pieno dei propri diritti, per rincorrere un’idea, un progetto o semplicemente perché viaggiare è bello. E’ vita.
Non dimentichiamoci di cosa sia stato capace l’Uomo. Di cosa tutt’ora è capace. E apprezziamo sempre i nostri diritti e la nostra libertà, il nostro spazio libero. Non solo quando saremo sul prossimo volo per Londra, pagato 27€ con Ryanair.
Perché, come vediamo, queste libertà non sono affatto scontate nel resto mondo.