Due modi per la didattica digitale, uno è sbagliato
Francesco Leonetti
304

Immagino che tradizionalisti faccia il paro con innovatisti. Presumere che gli insegnanti non ripensino quotidianamente la scuola dall’«alto» di una didattica innovativa perché digitale, mi fa pensare tutto altro che bene. Il bisogno di crearsi un fantoccio-feticcio della tradizione, del passato è tanto acritica e astorica quanto infine fastidiosa. In fatto di educazione in un certo senso si è ‘antichi come le montagne’. Comincio a pensare che solo chi delicatezza e modestia e cautela fa le sue proposte senza avere bisogno di gettare fango sul resto sia da tenere in considerazione, chi spacca in due (bene e male, giusto e sbagliato) la realtà va tenuto lontano, come in effetti vuole, i like… oppure, appunto, il contrario. Siamo nani sulle spalle di giganti. Povero Bernardo di Chartres, ora ci si immagina giganti su un clic di google-moduli mentre si risponde a test invalsi.

r.

p. s.- il registro elettronico è una enorme perdita di tempo (tempo-scuola), almeno nella scuola primaria. Vogliamo cronometrare chi deve digitare 2 o 3 username e password dopo avere aspettato accensione e connessione per inserire una crocetta di assenza e chi trovata una penna (biro!) e aperto un cassetto e una pagina fa altrettanto?

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.