La felicità in noi
Per non parlare di librai, lettori e scrittori

La felicità, secondo Trilussa, è una piccola cosa. Mi sto convincendo sempre più che sia così e riconosco sempre più la felicità nelle piccole cose.
Dal punto di vista di uno scrittore, si tende a pensare che la felicità sia vendere milioni e milioni di copie, essere acclamato in tutto il mondo. Per fortuna, possiamo metterci in testa ricordi felici ancor prima di arrivare a quel successo.
Il successo non è la felicità
Il successo è un obiettivo cui tutti puntiamo, diciamolo onestamente, perché così potremo continuare a fare ciò che più ci rende felici. Nel caso degli scrittori è scrivere, far leggere i propri libri ma anche leggere quelli altrui, come ogni lettore, perché la lettura alimenta la nostra vita. Shakespeare ha scritto “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” e le storie in fondo sono sogni, quindi quando leggiamo alimentiamo noi stessi.
E qual è il luogo dove un lettore può sognare come fosse su una nuvola bianca? La libreria.
Ogni lettore si affeziona a una libreria più che a un altra. Le ragioni sono diverse, non solo la presenza dei libri che più gli piacciono e di cui farebbe man bassa. Per quanti libri un lettore possa accaparrarsi, alla fine ne leggerà uno per volta, anche se ne inizia molti insieme. Quando legge, il lettore è immerso in quel libro e il tempo si dilata fino a sparire, le pareti di casa o la spiaggia dove legge non esistono più. Si trova nel mondo immaginario del libro, se lo scrittore è stato bravo. Non importa quanti libri possa aver letto o quanti ne leggerà ancora, non importa se è un lettore forte o leggerà solo quel libro. Se il lettore entra nel mondo del libro, proverà la sua personale felicità nel frangente di alcune frasi. Non è forse questo il motivo per cui molti leggono? Quel frangente di felicità.
Mi è capitato di leggere su Cultora un articolo riguardo ai libri che rendono felici
http://www.cultora.it/happiness-on-the-road-diffondere-la-felicita-nelle-piazze-attraverso-i-libri
e mi sono trovato d’accordo, per questo ho pensato di dire qualcosa in più sulla felicità.
Dipende da noi
La felicità è una piccola cosa anche perché dura poco, ma ti rallegra tutta la giornata, tutta l’esistenza, e quindi è preziosa.
La felicità è quel momento di sollievo, come se fossi davvero in volo, leggero come una piuma.
È quel momento in cui scambi due parole con il tuo libraio o quando vai alla presentazione di un libro e l’autore scambia con te due parole mentre ti autografa il libro.
In realtà non ci affezioniamo a una libreria, ma ci affezioniamo ai librai perché condividono con noi la passione per i libri e le storie che ci circondano, ci alimentano.
La felicità appare in queste piccole cose, ma spesso non ce ne accorgiamo.
Siamo sempre troppo affaccendati a inseguire il successo quando invece basta fermarsi un attimo e riconoscere la felicità, perché di questo si tratta: riconoscerla. In tutte le piccole cose belle che ci accadano, anche le più banali.
Dopo l’ennesimo giro in auto, riesci a trovare parcheggio?
Arrivi tardi in stazione, fai una corsa per arrivare al binario e riesci a prendere il treno all’ultimo istante?
Hai seguito di nuovo la ricetta e stavolta il ciambellone non si è sgonfiato?
Non dirmi che non sei felice. Riconosci la felicità. Sii felice perché dipende da te.
Dopotutto per essere felici, bisogna voler essere felici perché la felicità è in noi.
Se è vero che le cose brutte accadono, per la stessa legge delle propabilità, che sia divina o semplicemente casuale, ci accadono anche cose belle. A volte entrambe le cose insieme, ma le guardiamo nel modo sbagliato.
La felicità non è nella quantità, ma nella qualità. Non è nel numero delle cose, ma in ogni singola cosa.
I librai possono essere speciali
Prendiamo l’esempio dello scrittore famoso e di successo. Sono convinto che per quanti libri possa aver pubblicato, per quante cifre astronomiche abbia raggiunto, per quanto possa essere nelle classifiche dei best seller, sarà davvero felice quando un lettore gli dimostrerà il suo entusiasmo, fosse anche con un paio di parole durante un autografo.
Pur non essendo uno scrittore famoso, ne so qualcosa perché ho lettori fuori dalle cerchie di amici e parenti che mi hanno dimostrato il loro entusiasmo, e sta succedendo anche con il nuovo romanzo. Addirittura con dediche su libri inviati a distanza. Ci pensa internet ad avvicinarci.
I librai possono rendere felici uno scrittore tanto quanto i lettori.
Da qualche tempo frequento una libreria della mia città che si chiama “Luna di Sabbia”. I due librai Alice e Alessandro, insieme ai loro collaboratori, ti fanno subito sentire a tuo agio e un amico. Organizzano molti eventi nella loro libreria e nella stradina del centro storico su cui si affaccia, ma anche un po’ più lontano. Sono stato con loro a Napoli, ad esempio, per una gita guidata dagli autori Agnese Palumbo, Marco Perillo e Martin Rua.
Così fra una parola e l’altra, Alice e Alessandro sapevano che stavo scrivendo un secondo romanzo. Qualche giorno fa, vado alla “Luna di Sabbia” per assistere alla presentazione di un libro e parlando esce fuori che ho finalmente pubblicato il nuovo libro. Io volevo portare una copia per il book crossing, loro mi hanno proposto di portarne di più per metterle sugli scaffali per chi volesse acquistarlo.

Non ricordo le mie esatte parole ma ricordo l’emozione e di una cosa sono sicurissimo: di essere stato uno degli scrittori più felici sulla terra in quel momento. Di certo mi brillavano gli occhi, sono convinto che Alice e Alessandro l’abbiano visto e la mia riconoscenza si è espressa molto più di quanto si possa fare con un semplice “grazie”. Forse non c’è ringraziamento più grande quando qualcuno ti rende felice che fargli vedere la tua felicità. Che poi va detto: la felicità è contagiosa, si espande e raggiunge chi ti ha reso felice.
Non mi dilungo oltre. Dovrebbe esser chiaro quanto i librai possano essere speciali per uno scrittore esordiente, e credo che lo stesso valga per gli scrittori famosi quando i librai permettono loro di avvicinarsi ai lettori con eventi e presentazioni. Lo stesso vale per i lettori che si avvicinano a libri e a scrittori grazie ai librai.
Quindi se ti trovi a Trani, fai un salto alla “Luna di Sabbia”. Potrai sfogliare il mio nuovo romanzo, potrai sfogliarne altri, ma soprattutto potrai scambiare due parole e gustare un buon caffè.

L’accoglienza è davvero speciale, tanto che Melania Mazzucco, scrivendo sull’inserto Robinson de “La Repubblica”, a dicembre dell’anno scorso ha inserito “Luna di Sabbia” fra le librerie migliori d’Italia.
Credo che ci abbia trovato un pizzico di felicità.
