BAR DI CAMPAGNA

Questa sera Beppe e Giovanni sono in vena di ricordi; si sono ritrovati allo stesso bar dove giocavano a biliardo da ragazzi e hanno appena visto un bimbetto che gioca con il telefonino; Beppe scuote il capo e sentenzia :

- Ma te lo riordi quando si gioava a flipper? Che ganzata! E si durava anche fatica! Quell’oggetto sferragliante, le lucine colorate, il vetro appiccicoso di Coca Cola e caffè, e le palline impazzate che schizzavano in buca. -

- Dillo a me! Ci ho giocato tanto anche io, ero il campione del flipper, con una moneta da cinquanta lire ci giocavo l’intero pomeriggio e poi la rivendevo a qualche ragazzotto con almeno tre palline vinte. — incalza Giovanni.

Beppe abbassa lo sguardo, gli viene a mente una cosa seria e la butta lì come una freddura inglese al campionato di barzellette.

- Mi fa pensare alla politica, anche lì è un giochino buffo e avoglia a mettici soldi, non solo finiscano, ma un duran nulla! -

Giovanni ci fa una risata, e sogghigna :

- come tutte le cose, bisogna sapecci gioà! -

Beppe sobbalza :

- Ecco perché c’è sempre i soliti ! -

Giovanni lo corregge:

- In realtà son sempre i soliti anche se cambiano ogni tanto, anche se non smacchiano i leopardi, è sempre la solita zuppa, urlano, parlano sopra le voci degli altri, mentre qualcuno chiede parole come rispetto, buon senso, etica. Io vorrei solo il silenzio, e magari come un comodino, fare il gioco dello zitto, ma non è così; c’è un fragore, su feisbuk, su’ giornali, troppa gente che parla, ma un dice nulla.

Beppe è senza parole, non può che confermare le teorie di Giovanni e aggiunge :

- E’ tutto un casino, è vero, chi dirige lo fa credere, ma esegue piani preordinati, nessuno si inventa più niente; chi dovrebbe eseguire, cerca scuse per non farlo, magari non ha mezzi; troppi puntano il dito su altri, la legge dello scaricabarile, sempre in atto; noi che si aspetta un governo decente, non se ne può più. Poi ci sono anche quelli che pensano di capire qualcosa in economia prendono le solite rintronate, le borse anticipano sempre i mercati, l’hanno fatto anche questa volta.-

Giovanni con un tono pacato, quasi sdolcinato, alza gli occhi al soffitto e mentre osserva il lampadario della sala del biliardo:

- Le nostre idee sono come due margherite in mezzo a un campo, cullate dal vento, con la speranza vengano colte, a primavera e insieme a tante altre consegnino il profumo, la gioia, a chi potrà apprezzarle, o magari, passerà una capra e ci farà una bella scorpacciata. -

Beppe ci rimugina un po’ e poi afferma :

- Noi cittadini siamo visti come i nemici della politica, pensano che un ci si capisca nulla e affermano che è meglio che se ne occupino i partiti. -

L’ex-campione di flipper assume un tono serio, abbandona anche la parlata contadina e afferma :

- A proposito dei partiti te lo dico chiaro che è ora di farla finita. La parola che mi risuona nella mente è RESET. Lo sai sono anche un informatico della vecchia generazione e la voglio sparà grossa. Voglio il tasto reset, voglio premerlo a fondo e vai!, una bella formattazione con ripristino del sistema operativo; totale riscrittura delle regole di accesso ai partiti, di tutti. Deve arrivare, forte come la legge d’ì Menga, e chi l’ha ‘n culo se lo tenga. A parte tutto non lo vedi che dopo vent’anni d’omonero, di trombicche e un son boni nemmeno gli scoutte. -

e Beppe gli conferma :

- No eh! Tu hai ragione. Si vede prima la colla pe’ le seggiole la facevan meglio. Ora la roba un la fanno più bona come prima.-

Beppe chiede a Giovanni :

- Ma te sei andato a votà pe’ i referendumme? -

- Sie, oh un sono andato, ma tanto pe’ rimane’ co’ flipper volevan cambià circuiti e mette le lampadine delle sue, la roba costava quasi uguale, ma poi un ci mettevi più le mani, ner senso che ci gioavano attro che loro. Co’ i referendumme volevano vince a’ diritto e hanno detto che se non vincevano perdevano i’ bar, e c’è gente che un è mai ‘ontenta di ‘uello che ha! — risponde Giovanni molto alterato.

Beppe accoglie la teoria di Giovanni:

- Si diceva da ragazzi che i’ gioco è bello quando dura poco, ma ora però un dura nulla, e per allungà i’ brodo ora le inventan di tutte, per esempio hai sentito con que’ gioini on-line in Cina stanno incollati al computer per giorni, scoprono i livelli superiori e poi li rivendono a’ ragazzi che un vogliono nemmeno durà fatica a gioà per arrivà alle soluzioni-

Beppe scuote ancora la testa e continua :

- Che bighelloni ! Un vogliano nemmeno impegnassi a gioà!

Giovanni introduce un nuovo elemento nella discussione con questa affermazione :

- Fatta la legge trovato l’inganno! -

Beppe ricorda Benigni quando scherzava a proposito del Papa, diceva che viene nominato “finchè campa campa” e a proposito di regole :

- Lo stesso è successo finora con i politici, con le regole per andare in pensione appena fanno un mandato in parlamento. Le hanno fatte loro, o un le possano cambià ? Magari si potrebbero anche levà da tre passi, con un po’ di coraggio, ma se un gli viene alla fine glielo fanno venì. Potrebbero ancora rimanere a i’ ciottolo, devano sta’ con la gente come facevano quelli prima di loro -

Giovanni si posiziona rilassato sulla sedia del bar, lo sguardo fisso sulla parete vissuta, gli manca solo il calumet per sembrare il saggio indiano di turno, sembra combattuto tra il silenzio e un’ultima battuta, ma alla fine esplode :

- Ma a Montecitorio ce l’avranno ancora i’ flipper ? -

E da seri che erano, scoppiano in una fragorosa risata.