Fuori crolla il mondo ma io non ho voglia di provare dolore

rhamely, 2016

Fuori l’estate, il caldo, le cicale, il sole che si muove, le nuvole che si spostano nel cielo Pantone che cambia colore. Dentro casa noi due distesi a tenerci per mano.

Non c’è nulla da aggiungere perchè va bene così.

Chi vince, chi crolla, chi piange, chi ride, chi ama, chi è perso, disperso. Dico sempre che bisogna abbracciarsi nella solitudine, che bisogna tenersi le mani sul cuore e accarezzarsi la testa e dirsi che si, tutto passa, con ripetizioni rafforzative. Siamo ancora qui su queste scene, ci guardiamo intorno e abbiamo l’impressione di vivere questa vita meccanicamente e con poca importanza. Gesti e parole ripetuti come rituali di sopravvivenza, esistenza. Tutto sembra accadere lentamente e lontano. Il caldo intorpidisce i sensi, ci muoviamo per inerzia, la gravità ci schiaccia sul divano e muoviamo la testa lentamente in cerca d’aria, l’aria che è viziata e brucia in gola, acida. E abbiamo gli occhi stanchi, le mani e le gambe gonfie e beviamo acqua gelata riempiendo e svuotando la vescica. Come se nulla di tutto ciò ci appartenesse davvero.

Fuori crolla una parte di mondo siamo felici di essere distanti ma sentiamo le urla nella notte dei sopravvissuti sotto le macerie. Ma io non urlo, ho il caos dentro ma resto ferma a coccolare il gatto che dorme sulla mia pancia comodo, e sento il suo cuoricino battere e cerco di sentire il mio.

Non ho voglia di provare dolore, per favore.

E forse sono solo una stronza indifferente, ma ho voglia di volere bene adesso e rimandare le lacrime indietro, se mai dovessero arrivare. Lasciatemi così ferma in questi movimenti lenti e senza pensare a nulla (in apparenza) che non siano queste mani e questa pelle che scambio di posto, tra il caldo e le lenzuola appiccicate addosso.

Fuori crolla il mondo e io mi illumino e poi divento triste perché mi accorgo di vivere da comparsa e non da protagonista. E d’improvviso da qualche parte c’è chi perde tutto, la sorella, il ragazzo, gli amici, il cellulare, la reflex, i libri, i disegni, la televisione, la casa, la mamma, i vestiti.

Ho voglia di scrivere a un amico che gli voglio bene, di dire a mia madre che sto bene e che può essere felice per me. Ho voglia di scoprire che si può amare qualcosa che prima mi faceva paura. Ho voglia di viaggiare e godermi il paesaggio senza fare foto, ho voglia di silenzio in casa e condivisione intima di pensieri con sguardi e poche parole. Ho voglia di svuotarmi la testa e riempirmi gli occhi di nuovi affetti inaspettati e dolci. Ho voglia di contenere, e sorridere, senza riderne.

Ho voglia di accarezzarti e lasciarti dormire accanto a me, di guardarti respirare. Di essere felice così, semplicemente.

Non ho voglia di provare dolore, adesso.