Mentre siamo in viaggio e tu guidi e io guardo fuori dal finestrino

rhamely, 07/2017

L’aria condizionata al supermercato, birra e ghiaccioli, poca roba da consumare prima di andar via. Ventilatori puntati sui libri da mettere in borsa: uno, due, tre. Più tempo, desiderare più tempo per leggere. Valigie che cambiano i contenuti dall’armadio al letto. Un biglietto, due biglietti, si può comprare davvero la serenità? Pronti. Si parte. Un film estivo, campi di grano si estendono in lontananza su campi visivi magnetici alternando lo spazio con villette a schiera color pastello in stile americano o stile casa della nonna, di quelle con una torta ben glassata sempre in forno o un cadavere sotterrato nel giardino ben curato. Scorrono veloci, come bugie quotidiane e promesse di felicità. Cartelloni pubblicitari, spazi disponibili, supermarket, parcheggi semivuoti, carrelli che si sciolgono al sole. Quando leggi troppo Carver e tutto sembra un suo racconto, ridi. Guardo dal finestrino con il vento forte che mi sbatte nelle orecchie e la musica alta che mischia le parole ai pensieri e il caldo mi appiccica addosso il vestito. Una chiesa, una fontana, cancelli che si aprono su viali alberati. Casali abbandonati, le serre, i panni stesi ad asciugare. Uccellini come funamboli su fili elettrici, giganti di ferro come spaventapasseri in mezzo ai campi di spighe alte, trattori spenti come vecchietti a riposo durante la siesta pomeridiana, spruzzi d’acqua come surfisti su onde dell’oceano verso cieli irraggiungibili. Natura che prende spazio anche sul cemento umano. Vedi? Tutto si modella a modo proprio. Che rumore fa l’estate? Non so, noi abbiamo molti cd. Autostrada, caldo e strada infinita. Orizzonti d’asfalto, ponti, stazioni di servizio, motel. Caffè, ancora un altro. Traffico, nuvole, gallerie. Cambiamo traccia, cantiamo questa. Sorpassi, mani fuori al finestrino. Famiglie ingabbiate in auto, un bambino scrive sul vetro appannato, motociclisti prudenti, uomini accompagnati solo da abiti eleganti, una coppia discute chissà di cosa. La pale eoliche, le linee ferroviarie, le piste ciclabili. Lontano verso un fiume, vedo qualcuno correre e altri passeggiare. I colori aumentano la saturazione e il cielo respira diversamente. Segnaletica, km e destinazioni. La città che scompare, le montagne, l’aria fresca. Accelerare sulla musica, curve, un mare d’erba, eccole le onde verdi. Estate, auto, viaggi. I finestrini abbassati, capelli in disordine sempre, come i pensieri. Ricordi. Lasciali a casa, non c’è spazio per la tristezza in questa vacanza. Mi prendi la mano e restiamo intrecciati su un ritornello e un assolo di chitarra. Non si può comprare la serenità, ma si può vivere. Cambiare marcia, scambiare sorriso. Destinazione raggiunta.