COVID-19, la tua comunità, e te — una prospettiva dalla Data Science

Siamo data scientist — il nostro lavoro è analizzare e interpretare i dati. E da quando analizziamo i dati sul covid-19, siamo preoccupati. Le parti più vulnerabili della società, gli anziani e le fasce più povere, sono quelle più a rischio, ma è necessario per tutti noi cambiare comportamento. Lavare le mani accuratamente e regolarmente, evitare gruppi e affollamenti, annullare gli eventi, e non toccarsi il viso. In questo post, spiegheremo i motivi della nostra preoccupazione e perchè anche tu dovresti preoccuparti. Corona in brief è un ottimo riassunto delle informazioni chiave necessarie, scritto da Ethan Alley (presidente di una no-profit che sviluppa tecnologie per ridurre il rischio di pandemie).

Abbiamo bisogno di un sistema sanitario funzionante

Un tendone sanitario in Italia

Non è come l’influenza

Dove arriverà tra 2 settimane? Tra 2 mesi?

“Niente panico, mantenere la calma” non è d’aiuto

È un problema di tutti

Dobbiamo prepararci, non perché ci sentiamo personalmente a rischio, ma perché possiamo diminuire il rischio per tutti. Dobbiamo prepararci non perché abbiamo di fronte un’apocalisse fuori dal nostro controllo, ma perchè insieme — in quanto società — possiamo modificare ogni aspetto del rischio. Sì, devi prepararti perchè i tuoi vicini hanno bisogno che ti prepari — in particolare quelli con malattie croniche, e i tuoi vicini che potrebbero non avere il tempo o le risorse per prepararsi.

Dobbiamo appiattire la curva

È essenziale stare sotto alla linea tratteggiata

Gli Stati Uniti hanno circa 2.8 posti letto ospedalieri ogni 1000 persone. Con una popolazione di 330 milioni di abitanti, si tratta di circa 1 milione di posti letto. In ogni momento, circa il 65% dei posti è occupato, il che significa circa 330 mila posti liberi in tutta la nazione (forse un po’ meno in questo periodo a causa dell’influenza annuale). Se prendiamo i dati dell’Italia, possiamo assumere che circa il 10% dei casi richiedano ricovero. (Notare che per molti pazienti il ricovero può durare settimane — dunque il ricambio sarà molto lento). Secondo questa stima attorno all’8 maggio tutti i posti letto negli Stati Uniti saranno occupati. (Ovviamente questo non dice nulla sull’effettività idoneità di questi posti all’isolamento di pazienti con un virus molto contagioso.) Se sbagliamo di circa un fattore di 2 la frazione di casi gravi, questo cambia l’arrivo della saturazione appena di 6 giorni in entrambe le direzioni. Se il 20% dei casi richiede ricovero, finiremo i posti circa il 2 maggio. Se è il 5%, sarà il 14 maggio. Il 2.5% significa il 20 maggio. Tutto questo ancora assumendo che non ci sia un incremento della richiesta per altre cause, e non ce lo assicura nessuno. Mentre il sistema sanitario continua a essere oberato, le persone con malattie croniche che normalmente riceverebbero una cura adeguata potrebbero invece finire a richiedere trattamenti e ricoveri importanti.

È la reazione della comunità a fare la differenza

Impatto delle diverse azioni in risposta alla pandemia di influenza del 1918

Gli anziani e le persone con disabilità sono particolarmente a rischio quando le loro vite quotidiane e i loro sistemi di supporto vengono interrotti. Chi non ha facilmente accesso alla sanità, incluse le popolazioni native e rurali, potrebbero dover fronteggiare distanze spaventose in caso di necessità. Le persone in aree ad alta densità abitativa — edilizia pubblica, case di riposo, carceri, rifugi — o persone senza tetto, potrebbero essere colpiti da ondate, come già visto nello stato di Washington. E le vulnerabilità dei bassi salari della gig economy, con lavoratori senza stipendio fisso e turni di lavoro precari, saranno chiare a tutti durante la crisi. Chiedete al 60% dei lavoratori statunitensi a paga oraria quanto sia difficile non andare a lavoro in un momento di bisogno.

La maggior parte degli statunitensi in povertà non viene pagato in caso di assenza dal lavoro per malattia.

Non abbiamo buone informazioni negli Stati Uniti

I numeri che abbiamo raccolto indicano che la risposta statunitense al covid-19 e alle condizioni che genera, COVID-19, è stata sorprendentemente inefficace, in particolare se confrontata con quella di altri paesi sviluppati. Il CDC [Center for Disease Control, ndt] ha confermato 8 giorni fa che il virus era in trasmissione sociale negli Stati Uniti — cioè il contagio avveniva anche su persone che non avevano nè viaggiato all’estero nè state in contatto con chi l’aveva fatto. In Sud Corea, più di 66’650 persone sono state testate in una settimana dopo il primo caso di trasmissione sociale, e si è passati velocemente a 10’000 test al giorno.

Quando lavoravo all’OMS, ero parte del Global Programme on AIDS (oggi UNAIDS), creato per aiutare il mondo ad arrestare la pandemia di HIV/AIDS. Lo staff era composto da medici e dottori che davano tutto ed estremamente concentrati sull’aiutare a gestire la crisi. In tempo di crisi, le informazioni chiare accurate sono vitali per aiutare tutti a prendere decisioni appropriate e informate sul come agire (a livello nazionale, statale, locale e individuale, e nelle aziende, ONG, scuole, famiglie). Con le giuste informazioni e politiche in campo per ascoltare i migliori esperti medici e scientifici, riusciremo ad affrontare le sfide come quelle prospettate dall’HIV/AIDS e dal COVID-19. La disinformazione spinta da interessi politicisti rischia di rendere le cose molto, molto peggio, bloccando azioni tempestive e decisive di fronte alla pandemia crescente, e incoraggiando comportamenti che velocizzeranno la diffusione. È molto doloroso vedere questa situazione.

Trump ha poi interrotto Azar. “Ma credo, è importante, chiunque, adesso e ieri, che ha bisogno di un testo avrà un test. Ci sono, hanno i test, e i test sono bellissimi. Chiunque ha bisogno di un test avrà un test” ha detto Trump. Questo non è vero. Il Vice Presidente Pence giovedì ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti non hanno abbastanza test per rispondere alla domanda.

In conclusione

Note

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

- Costituzione Italiana, Art. 53

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