Disciplina e piacere

Nel parlare comune, il termine Disciplina ha per molti un’accezione, se non negativa, quantomeno non positiva. Viene percepita come un obbligo morale, una costrizione, la fatica necessaria per ottenere qualcosa; taluni la vivono come una privazione di libertà, una sorta di sottomissione e di controllo dell’istinto.

Anche il suo contrario, essere cioè indisciplinati, non è considerabile come un complimento.

Io e la disciplina

Nella mia vita invece, ho sempre considerato la Disciplina un valore fondamentale che mi ha permesso di raggiungere determinati obiettivi. Senza, con ogni probabilità non sarei diventato un giocatore di basket professionista e non avrei avuto una carriera così importante e vincente.

Gli allenamenti quotidiani da quando ero bambino fino a 36 anni, l’alimentazione controllata, le ore di riposo, una vita regolata e regolare, tutte abitudini che rispettavo per essere nel miglior stato di forma fisica e mentale possibile.

Non solo fuori ma anche in campo la disciplina è stata un elemento essenziale. Il rispetto dei compagni, del coach, degli avversari, degli arbitri (quasi sempre), del proprio ruolo e dei compiti assegnati e molto altro ancora. Tutto questo proteso a realizzare i sogni che avevo da bambino, di poter un giorno vincere scudetti e coppe, di giocare e vincere con la Nazionale. Sogni che ho realizzato grazie anche a questo ponte tra quello che vuoi e quello che ottieni, che è appunto la Disciplina.

La disciplina ora

Nella mia nuova veste di Speaker Motivazionale e Mental Coach, ho voluto capire come poter trasmettere questo valore, così importante per il raggiungimento dei propri obiettivi, trasformandolo in qualcosa di piacevole e leggero.

Per prima cosa, sono andato a cercarne il significato etimologico ed ho subito ricevuto una gradevole sorpresa, scoprendo che deriva dal latino Discipulus (=Discepolo): la disciplina concerne la possibilità di imparare.
Ed effettivamente, se applicata con costanza, la Disciplina porta ognuno di noi ad apprendere nuove competenze e quindi a migliorarsi.

Un ‘altra definizione che trovo affine al mio pensiero è quella che definisce la Disciplina come un’attitudine all’autocontrollo e alla forza per implementare capacità pratiche.
Nella realtà questa attitudine la si può applicare nella realizzazione di un nostro progetto ed è strettamente correlata ad un altro fattore fondamentale per la riuscita dello stesso: la creazione di un’abitudine “vincente”.

Torno alla mia carriera sportiva: per realizzare il mio sogno di diventare un giocatore professionista di basket, avevo costruito fin da ragazzino delle “abitudini” che sapevo mi avrebbero aiutato a migliorarmi, come ad esempio quella di camminare e palleggiare in mezzo alle gambe ad ogni passo, per poter affinare il mio ball-handling. Lo facevo ogni giorno ed in qualsiasi momento potessi farlo. Ero arrivato a scommettere con me stesso che sarei riuscito ad andare dal portone di casa mia a Milano al campetto dell’oratorio, una distanza di 400 metri, attraversando tre strade ed evitando i pedoni, senza mai smettere di palleggiare in mezzo alle gambe e senza mai perdere il pallone.
All’inizio naturalmente il pallone rimbalzava contro una signora, una macchina o la vetrina di un negozio, rendendomi non propriamente simpatico nel quartiere. Poi però con costanza e disciplina, un giorno ce l’ho fatta! E sono certo che aver creato questa abitudine ed averla allenata tutti i giorni, mi ha permesso di essere un giocatore con un buon ball-handling nonostante la mia altezza.

Approfondendo la questione, ho riflettuto su come ognuno di noi compia, per raggiungere un qualsiasi obiettivo, una serie di azioni abitudinarie con una ferrea disciplina.
Guidare, bere un caffè, vestirsi e tutte le normali attività che svolgiamo quotidianamente, sono regolate da una rigida ritualità. Una somma di abitudini create nel tempo e portate avanti ogni giorno disciplinatamente.
Di conseguenza, fondamentalmente, noi tutti siamo, inconsciamente, disciplinati. Per rimarcarlo, utilizzo un paradosso.

Disciplina dell’autodistruzione

Anche nelle condotte di vita più nocive ed autodistruttive, chi le segue compie delle azioni con una ferrea disciplina. Bere, fumare, drogarsi, hanno una serie di rituali che vengono eseguiti con scrupolosa attenzione e questa “disciplina” porta al raggiungimento dell’autodistruzione con una straordinaria efficacia.

Quindi anche per essere indisciplinati occorre disciplina. Per non rispettare le regole, essere disordinati e caotici e tutti i sinonimi legati all’indisciplina, occorre mettere in atto una serie di azioni radicalmente abitudinarie, che porteranno si al raggiungimento di un risultato, che però sarà per noi controproducente.

Per essere un ritardatario cronico, occorre abitualmente mettere la sveglia tardi, partire all’ultimo momento e oltre, non controllare mai l’ora.
Per ingrassare, bisogna ingurgitare costantemente molte calorie, non fare sport, mantenere abitudini malsane.
Tutte azioni svolte con grande disciplina.

Disciplina per il cambiamento

Per ottenere invece qualcosa di più positivo e produttivo per la nostra vita, che ci permetta di vivere un’esistenza quanto più piacevole possibile, dobbiamo quindi cambiare queste abitudini e metterne in atto di nuove quotidianamente.

Tanti però pensano che cambiare sia difficile, sradicare un’abitudine insediata in noi da tempo immemore sia praticamente impossibile e allora spesso ci si trincera dietro la corazza di un alibi di ferro, pronunciando al mondo ed a noi stessi la frase killer del cambiamento: “eh, ma io sono fatto così!”
Cambiare invece è molto più semplice di quello che sembra. Occorre però Disciplina.

Raggiunta questa consapevolezza, mi mancava un altro gradino fondamentale: come posso trasmetterlo agli altri?

Come si possono convincere le persone a diventare virtuosi della Disciplina e farsi aiutare da questa potentissima forza interiore?

Come poter trasformare ciò che viene percepito come un obbligo, una costrizione, una fatica, in un potentissimo mezzo di trasporto per la realizzazione dei propri sogni?

La risposta che ho trovato è semplice: partire dal piacere e dalla passione!

Semplice, ma non semplicistica: quando facciamo qualcosa che ci piace ed appassiona siamo estremamente disciplinati e non ci pesa per nulla esserlo.

Se abbiamo un sogno da realizzare o un obiettivo da raggiungere, abbiamo bisogno di una forte motivazione per riuscire a farlo. E se questo desiderio è veramente nostro, qualcosa che nasce dentro di noi, è normale che il solo pensiero di poterlo ottenere ci faccia provare una profonda sensazione di piacere. Nasce così l’unica forma di motivazione veramente efficace, l’automotivazione, quella fiamma interna che ci dà una sorta di Energia Divina per compiere tutto il necessario per raggiungere il nostro scopo.

Ed è proprio questo tipo di Motivazione la madre della Disciplina, il cui padre è il Sogno.

Fare le cose che ci permettono di provare piacere, sviluppa automaticamente la più forte forma di disciplina, cioè l’Autodisciplina che diventa a sua volta piacevole, fino a trasformarsi in una Virtù.

Se poniamo la Disciplina al servizio del raggiungimento e della realizzazione dei propri desideri, quindi all’ottenimento del piacere, riusciremo a rendere più gradevoli anche quelle azioni che ci piacciono meno. Perché è normale, che all’interno di un progetto per la realizzazione del proprio obiettivo, ci siano anche delle attività più faticose e meno piacevoli rispetto ad altre, ma se la Disciplina è rivolta al raggiungimento del Sogno, sarà un piacere essere disciplinati.

Ecco perché LA DISCIPLINA DEL PIACERE ED IL PIACERE DELLA DISCIPLINA è un’equazione la cui soluzione, se applicata alla propria vita quotidiana, può portare al raggiungimento del benessere e della felicità.

Grazie