Ezra

E’ quell’intimità che nasce dalla consapevolezza di dover velare l’estremità dell’essere; che non è giusto abbandonarsi del tutto; di non permettere a chiunque di accedere ai soppalchi nascosti — erano tutte queste e altre lunghissime considerazioni a portare persone come Ezra a non sembrare socievole e aperto.

Ma Ezra non è timido. Perchè Ezra sa che, a costo di apparire repellente, a costo di non avere nessun amico oltre a Levy o corteggiatori, lui sarà Ezra per se stesso e nessun altro. Questo pensiero, crede Ezra, lo rende un uomo libero. E la sensazione di libertà, crede Ezra, è determinata da quanto si permette al non-io di profanare l’io. Ezra libero può non essere altro che Ezra libero, perchè vuole così. Il giorno che deciderà di lasciare la sua libertà, diventerà altro da Ezra. Forse si farà chiamare Luigi.

Giulia, al contrario, si dava. Era bella, slanciata di fisico, con la parlata appuntita. Ezra la osservava e commiserava quei disgraziati che si abbandonavano ai suoi atteggiamenti, e non alla persona che Giulia portava dentro.
Cos’era Giulia, per gli altri? Una giovane di buona (ottima) famiglia, cresciuta nella Milano bene, tirata su nelle buone scuole, con poche doti e molte passioni. 
Giulia usava la gente, i corteggiatori, la famiglia. Li usava senza premura, inconsapevole, come fanno i bambini con le forbici. La gente serviva, a Giulia, come una valvola di sfogo per tollerare, in quella casa, anno dopo anno, la sua stessa incapacità di riempirsi da sola.

Questa era la persona di Giulia. Ed Ezra, più giovane e quasi sordo, riusciva a leggerla nella sua copiosa fragilità, immaginandosi, un giorno, di spalmare l’anima della ragazza nell’assoluta tormentata pace da cui lui la osservava.

Source: http://img11.deviantart.net/fc31/i/2015/192/5/1/toucan_watercolor_by_yaoinoyume-d90umb2.png
Like what you read? Give Beba Barco a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.