Esprimere la tua potenzialità è la vera sfida: diventa ciò che sei

Insegniamo ai nostri figli, nipoti, allievi, collaboratori che non vi è nulla che non siano in grado di fare, che possono diventare grandi in qualunque cosa desiderino dal profondo di sé. Dove c’è impegno, dedizione, buona energia si realizza ogni aspirazione.

Photo by Luca Campioni
Non si può non voler diventare tutto ciò che si può diventare: il desiderio di realizzare le nostre potenzialità innate è insito nella nostra natura. —Wallace D. Wattles

Ognuno di noi ha potenzialità enormi, doti nascoste e forza interiore ben superiori a quelle che è convinto di avere.

La scienza ci ha più volte detto e dimostrato che usiamo al massimo — nei casi migliori — il cinquanta per cento della nostra effettiva potenzialità.

Le risorse fisiche e mentali che possediamo spesso sono inimmaginabili per noi stessi. Insomma, in genere, viviamo molto al di sotto delle nostre capacità. E non lo sappiamo.

Mi piace la parola potenzialità e devo dire che pronunciandola penso ai giovani perché hanno in sé una grande energia che, giorno dopo giorno, forma la loro personalità.

Sono proprio i giovani che hanno in mano il potere di creare il futuro, a loro spetta determinare ciò che sarà del Pianeta Terra.

Oggi gli adulti non riescono a soddisfare, il più delle volte, il vero bisogno dei giovani: l’ascolto attento e interessato, presente e concreto. Invece dovremmo comprendere che in queste nuove generazioni c’è una grande forza capace di manifestarsi attraverso energia, entusiasmo, bellezza del carattere e degli ideali.

Contribuiamo a far comprendere ai giovani le loro potenzialità che non coincidono certo con egoismo o arrivismo ma, anzi, con voglia di costruire un domani diverso per loro stessi e per il nostro Pianeta, per la società che lo abita.

Ogni essere umano viene al mondo con una dotazione unica di potenzialità che aspirano a realizzarsi così come sicuramente la ghianda aspira a diventare la quercia che si porta dentro. —Aristotele

Per far sbocciare le potenzialità è necessario nutrirle di fiducia. Denigrare un bambino o un adolescente influisce sul potere stesso dell’inconscio di agire per uno sviluppo sano e costruttivo.

Insegniamo ai nostri figli, nipoti, allievi, collaboratori che non c’è nulla che non siano in grado di fare, che possono diventare grandi in qualunque cosa desiderino dal profondo di sé. Dove c’è impegno, dedizione, buona energia si realizza ogni aspirazione.

Vorrei dire a tutti i giovani che hanno davvero tanto da manifestare, da realizzare, che carichino i loro sogni di entusiasmo e non temano l’errore.

Se in noi vive l’energia consapevole della sua propria natura e del suo potere non potremmo che progredire. Pur sbagliando, anzi, direi che è normale: va messo in conto anche il fallimento, l’inciampo perché esso ci migliora e ci fa crescere.

Impariamo a perseverare sulla strada che abbiamo scelto, a provare e riprovare.

Ad ogni tentativo perfezioniamo la mira fino a che — senza alcun dubbio — coglieremo nel segno.

Inoltre, nei giovani percepisco un aspetto che amo: l’autoironia, l’inclinazione a vedere di ogni cosa l’aspetto divertente, ludico e ciò è un ulteriore spinta a dare il meglio di sé quando non siamo intrappolati dalle strette maglie dell’io.

Se facessimo veramente tutto ciò che siamo capaci di fare rimarremmo letteralmente sbalorditi. —Thomas Edison

Mi affascina ciò che ci dicono gli scienziati.

In diverse pubblicazioni Margherita Hack scrisse più volte che l’uomo ha la stessa composizione chimica di base delle stelle e Carlo Rovelli, altro scienziato e fisico di fama internazionale, ha scritto — nel suo libro Sette brevi lezioni di fisica — “abbiamo cento miliardi di neuroni nel nostro cervello, tanti quanti le stelle di una galassia. Noi siamo il processo formato da questa complessità, non quel poco di cui siamo coscienti.

Ecco, pensateci bene, siamo il processo formato da questa complessità, siamo Universo nell’Universo, potenza infinita racchiusa in ciò che sembra finito ma senza alcun dubbio non lo è.


Articolo a cura di Alessandra Perotti tratto dal RichardTalkForYou
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