
IRONIA: ridere di se stessi, con saggezza
Grazie all’autoironia comunichiamo agli altri e a noi stessi, in modo non diretto, qualcosa di estremamente intimo che quasi mai riusciremmo ad esprimere con chiarezza e serietà.
Freud sosteneva che il meccanismo dell’autoironia fosse un modo maturo — sintomo di un Io stabile — per permettere ai pensieri e ai sentimenti che creano disagio o spavento, di uscire allo scoperto, senza causare effetti sgradevoli né a chi li pronuncia e né a chi li ascolta.
L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa.
— S. Freud
L’autoironia è una facoltà tutta mentale per risolvere molti problemi che partono proprio dalla mente.
Pensaci un attimo: quanto cambierebbe la tua vita e quella delle persone che hanno la fortuna di incontrarti, se tu fossi disposto a ridere di ciò che di tanto sgradevole ha turbato il tuo ego?
Sicuramente scoraggeresti tutti coloro che vorrebbero prenderti in giro. Anzi, rideresti con loro cercando insieme un aspetto divertente, in una situazione potenzialmente fastidiosa.
Perché spesso si fatica ad essere autoironici?
Siamo stati educati a prenderci troppo sul serio. Confondiamo la serietà dell’espressione facciale con quella della persona stessa e interpretiamo la risata come lo strumento primo di derisione.
Vero è che, quando si tratta di prendere in giro qualcuno in modo antipatico, la risata risulta essere la risorsa più gettonata: questa si chiama derisione ed è solo una delle tante funzioni — forse la più inutile — della risata.
Ma una persona seria, della quale è possibile fidarsi, conosce l’importanza di illuminare costantemente il proprio viso con un sorriso e sa anche che l’autoironia è un potere che tutti possono conferirsi in qualsiasi momento.
L’energia che ne scaturisce permette di non prendersi troppo seriamente, soprattutto quando si commettono degli errori. Ridere di se stessi aiuta a riconoscere di aver sbagliato, permette di chiedere scusa e ci pone nello stato d’animo giusto per trovare la soluzione migliore al disagio… al termine della risata.
È uno strumento che dona leggerezza al tuo agire, sminuendo quei vicoli ciechi, tutti mentali, che pietrificano il movimento e mortificano il tuo sentire. Essere autoironici ci rende più saggi e meglio predisposti verso noi stessi.
Il suggerimento? Inizia a ridere un po’ di più e inizierai ad alleggerirti di inutili fardelli.
Post a cura del Team Editoriale di Richard Romagnoli — copyright©
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