NEL SILENZIO LA MENTE SI CONNETTE ALL’ENERGIA UNIVERSALE, RITROVA LA PROFONDITÀ DELL’ANIMA

Il silenzio ci rinforza, costruisce attorno a noi una melodia nuova e potente, disvela vedute di vita che mai avremmo immaginato perché ci dona una vera percezione delle nostre potenzialità.

Photo by Josh Adamski
La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio. –Miles Davis

Se volete mettere alla prova voi stessi fate silenzio. Il silenzio rivela il nostro stato d’animo, ci dice quanto stiamo bene o meno con noi stessi. Molte persone tendono a sfuggire al silenzio perché l’assenza di rumore rende più vulnerabili, nudi di fronte alle nostre profonde verità.

Il pensiero indiano conferisce al silenzio un potere terapeutico: l’ho vissuto su me stesso, in India, dedicando 5 giorni a questa pratica. All’inizio il mettere a tacere ogni voce, non comunicare attraverso il linguaggio può generare ansia, inquietudine e davvero non vedevo l’ora di poter parlare con qualcuno. 
Poi, pian piano, prende forma un’altra sensazione, quasi un piacere d’immergersi nei meandri della mente e subito dopo nelle vastità dell’anima. Mi fu chiaro subito quanto quella disciplina fosse salutare, costruttiva, potenziante e impattante sulle mie prestazioni, sull’essere davvero presente a me stesso.

Per gli orientali è una vera e propria meditazione, nel silenzio la mente si avvicina all’energia dell’Universo. Non possiamo negare che il silenzio abbia una sua vera e propria dimensione e che praticandolo riusciamo sempre più a coglierne la vastità. Dal mettere a tacere ogni voce traiamo grande benefici in termini di chiarezza mentale, non siamo più preda di stati confusionali o facili vittime dell’ansia.

Il silenzio ci rinforza, costruisce attorno a noi una melodia nuova e potente, disvela vedute di vita che mai avremmo immaginato perché ci dona una vera percezione delle nostre potenzialità.

In un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza. —Gandhi

Ci distraiamo con facilità, la scienza ci dice che riusciamo a stare attenti in genere per circa otto secondi. E lo sanno bene gli esperti di marketing che costruiscono una comunicazione capace di catturare nell’immediato la nostra attenzione.

Siamo sempre circondati da rumori e voci, fin dal mattino ci tuffiamo in un mondo di contatti: telefonini che suonano, notifiche, messaggi, i social che incrociano parole e conversazioni, i discorsi con i colleghi, le problematiche da affrontare e mille input nella testa che raccontano percezioni e sensazioni continue.

Quanto bisogno abbiamo di silenziare tutto questo?

Come può emergere la parte più profonda di noi stessi nel frastuono? Nella selva intricata che ci circonda creiamo invece un sentiero da percorrere oltre i suoni e le parole.

Pensiamo che anche nel sonno la mente continua la sua attività, non si placa mai del tutto; certo, è cosa buona che il nostro cervello sia sempre attivo ma abbiamo bisogno di respirare il silenzio per far scorrere nuovo ossigeno dentro di noi.

Eppure spesso sfuggiamo il silenzio per paura.

Abbiamo timore della solitudine dimenticando che il silenzio è una necessità per il nostro equilibrio psichico e fisico.

Il silenzio che ci fa bene è quello introspettivo che infonde pace, l’abitudine felice di portare il nostro pensiero in equilibrio, in armonia con ciò che ci circonda sintonizzato sulla vibrazione dell’universo di cui siamo parte.

Quando la mente è silenziosa, c’è la pace, e nella pace tutto ciò che è divino può venire. Quando non c’è la mente, c’è il Sé, che è più grande della mente —Sri Aurobindo

Potete iniziare dedicando pochi minuti al giorno al silenzio che non sia semplice estraniamento ma consapevole riposo della mente, fiduciosa ricerca di armonia interiore. Concentrate la vostra attenzione, chiudendo gli occhi, su un oggetto oppure un’immagine che v’ispiri, vi trasmetta un senso di tranquillità. Possiamo farci cullare dal silenzio anche durante le nostre attività, trovare in noi — pure in mezzo al frastuono — la dimensione silenziosa dell’anima.

C’è un proverbio giapponese che mi piace ricordare: un uomo in silenzio è più bello da ascoltare. Poche parole argute esprimono una grande verità.

Allenatevi al silenzio perché è il luogo in cui entriamo in contatto con l’inconscio, la parte più vera di noi stessi.

E dopo? Dopo tutto questo silenzio?

Una grande, immensa, liberatoria risata: e siamo di nuovo nel mondo.


Articolo a cura di Alessandra Perotti tratto dal RichardTalkForYou
 — Team Editoriale
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