
RESILIENZA
Tutte le volte che scegli di non lasciarti abbattere, stai rivelando a te stesso una forza straordinaria: quella che anima il tuo coraggio, che alimenta i tuoi valori e che rende la tua vita degna di essere vissuta.
Ti sarà capitato di vivere momenti di difficoltà, di dolore, sentendoti completamente indifeso e in balia degli eventi esterni. Nell’esistenza di ognuno si alternano periodi di calma ad altri più o meno burrascosi: ciò rientra nella definizione stessa di vita, la quale, attraverso salti, contrasti e guizzi, manifesta la sua bellezza nelle nostre individuali esperienze.
La caratteristica primaria dei momenti inquieti — come di quelli di calma e di gioia — è che non possono quasi mai essere previsti: alle volte sembra addirittura impossibile arginarne le conseguenze; ma è proprio in queste condizioni avverse che emerge la nostra capacità innata di risalire la china.
Tutti abbiamo dentro un’insospettata riserva di forza che emerge quando la vita ci mette alla prova
—Isabel Allende
Resilienza, dal latino “resilere”, “rimbalzare”, è un argomento molto trattato da celebri studiosi in ambito scientifico e da scrittori e poeti, nel corso del tempo. Da un punto di vista psicologico è la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.
L’origine della parola sembra essere un invito a non lasciarsi condurre passivamente dalle difficoltà della vita, ma a rimbalzare su di esse, per riceverne una spinta verso l’alto. C’è un particolare significato che assume in ambito ingegneristico: resilienza è la capacità da parte di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Uscendo dal significato specifico, assorbire significa armonizzare un’esperienza, fino ad allora estranea, con il resto della propria essenza, riscoprendone l’utilità, trasformandola in necessità.

È possibile rendere necessaria l’esperienza della sofferenza?
Da un punto di vista spirituale la resilienza esiste già dentro ognuno di noi, come parte della nostra natura e si manifesta ogni volta che ci affidiamo alla nostra divinità interiore. Non si tratta di una divinità esterna o specifica: è piuttosto la stessa energia che permette al cuore di battere giorno e notte e al cervello di elaborare un numero infinito di connessioni neurali; è una fonte interminabile di vita, alla quale attingiamo quotidianamente, senza dover decidere ogni volta di doverlo fare.
Quando si parla di resilienza, da un punto di vista spirituale, ci si riferisce a questa risorsa in grado di emergere quando non è possibile fare programmi o prevedere alcunché.
È quella spinta inesorabile — molto simile allo spirito di sopravvivenza — che sembra suggerire ad ognuno di noi, nei momenti meno gradevoli della vita, “tu sei molto di più! Sei un essere glorioso che ha come scopo unico di vita quello di espandere gioia”.
Ciò che emoziona in tutto questo è che tale energia si manifesta non quando siamo nel pieno della nostra forza, in concomitanza di un successo o quando siamo all’apice della nostra realizzazione professionale. Essa emerge quando siamo deboli, privi di tutte le difese, sofferenti. Non ha paura. E per questo è autentica. E invincibile.
Si può essere consapevoli di attraversare un periodo particolarmente difficile e non per questo, anzi, in virtù di questo, permettere alla fiducia di rompere la crosta dura dello sconforto e far filtrare la propria luce interiore.

La resilienza viene spesso rappresentata come un fiore, bellissimo nella sua delicatezza, che spunta tra le crepe di un terreno arido e apparentemente poco propenso ad accogliere la vita. Essere resilienti —da un punto di vista spirituale— è porsi sempre nella condizione di accettare le sfide, ma con un atteggiamento di fiducioso abbandono, senza interrompere mai il proprio viaggio.
C’è un’immensa capacità di stupirsi, di riscoprire meraviglia, nuovi orizzonti, nuove energia e bellezza in te, anche in condizioni di forte disagio. Ciò che puoi fare è esserne consapevole, ripensando a quegli istanti di difficoltà, quando hai deciso che, nonostante tutto, avevi voglia di proseguire e farcela.
Per questo motivo durante i suoi training, Richard suggerisce sempre una tecnica che è anche un modo di vivere: quello della risata incondizionata, nel senso che non dipende da nessuna condizione di vita specifica: quando ridiamo, avviene in noi qualcosa di magico che ci fa sentire maggiormente resilienti, sia dal punto di vista fisiologico e mentale, ma anche da un punto di vista energetico.
In fondo, se ci pensi, esiste un’unica cosa di cui hai realmente bisogno per crescere, imparare e permettere all’essere meraviglioso che sei di risplendere: il tuo amore! Perché l’amore é l’energia che stimola la tua resilienza.
Resilienza: brano musicale suggerito: Dream Baby Dream — Bruce Springsteen
Post a cura del Team Editoriale di Richard Romagnoli — copyright©
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