Romantic Italia

Le canzoni si cantano e si ascoltano, si amano o si detestano, si skippano nervosamente o si consumano fino a mandarle a memoria. Non è scontato — per tutti e in ogni caso — capirle. Non sempre. Capita, a volte, di intuire, come per un’illuminazione improvvisa, solo dopo anni di ascolti di cosa parli veramente una certa canzone. Capita un giorno di svegliarsi con le parole di un vecchio ritornello che ci risuona nella testa e di non riuscire, per quanto ci si provi, a spiegarsi perché proprio oggi, perché proprio questa canzone. Fanno parte delle nostre giornate, le scegliamo o le subiamo, dalle canzoni assorbiamo tic linguistici, cliché, metafore e immagini.

Giulia Cavaliere lavora scrivendo di musica, non solo italiana. Conosce benissimo la nostra tradizione in tutti i suoi meandri, da Sanremo ai cantautori, passando per le meteore finite nel dimenticatoio, e ha pubblicato un libro, Romantic Italia (minimum fax): una selezione e un’attenta analisi di 80 canzoni d’amore italiane.

Cos’è l’amore? Questo libro dà almeno 80 diverse risposte, 80 variopinti e multiformi pezzetti di un puzzle che sta a ogni lettore ricomporre, 80 prospettive, fasi e forme del sentimento, frammenti del discorso amoroso in forma canzone in lingua italiana — la citazione di Roland Barthes è esplicita nella bellissima introduzione al volume.

Romantic Italia ci spiega, in maniera puntuale e partecipe, tra aneddoti curiosi, colte analisi del testo e digressioni socio-culturali, perché una canzone ha arricchito, con il proprio punto di vista inedito, il racconto dell’amore collettivo nazionale.

Scopriamo così, tra le molte cose, che Cuore di Rita Pavone ha ascendenze stilnoviste, che L’edera di Nilla Pizzi non è affatto maschilista come si potrebbe credere, che abbiamo anche canzoni d’amore scritte sotto effetto dell’LSD dall’Equipe 84.

La selezione è eclettica, attraversa generi e decenni, senza snobismi o preclusioni di alcun tipo. Ne viene fuori un libro personale e popolare insieme, leggero, fruibile e colto, un invito a scoprire la profondità sotto la superficie di musiche che tendiamo a dare per scontate, a sentire la musica (e l’amore) con orecchie più acute, cuori più ardenti.