Ad ogni vino il suo calice: breve guida a come scegliere il bicchiere giusto

Non tutti i bicchieri sono uguali, ne tanto meno adatti allo stesso modo a degustare un vino. Le diverse qualità e caratteristiche di un vino si apprezzano al meglio utilizzando specifiche tipologie di bicchieri.

Nel degustare un vino l’abito fa il monaco: il bouquet, il gusto e l’equilibrio di un vino è influenzato dalla forma del calice in cui viene consumato.

Il dove si beve un vino conta quanto il cosa si beve: il primo designer a scoprire questo nesso è stato il Professor Claus J. Riedel.
 Nella sua serie di bicchieri chiamata Sommeliers i bicchieri sono funzionali, oltre che belli. Il loro design segue i principi Bauhaus — la forma segue la funzione. Nei calici convenzionali, precedenti alla collezione Sommeliers del 1961, la forma del bevante (ovvero la parte del bicchiere dove si appoggiano le labbra per bere) restava invece invariata, a cambiare, in funzione dell’utilizzo erano solo le sue dimensioni.
La forma del bevante e il diametro del bordo del calice indirizza il flusso del vino verso la parte della bocca che si preferisce, esaltando così la componente più caratteristica della tipologia specifica di vino. La forma della pancia consente invece l’ossigenazione del vino e quindi il giusto sviluppo dei sui aromi.

Dalla forma al materiale, ogni dettaglio della realizzazione di un calice è funzionale al suo scopo: degustare al meglio un vino.

Sai perché tutti i bicchieri da vino devono avere il gambo?

Il gambo anche detto stelo funge da impugnatura e consente di non riscaldare il vino con le mani e non portarle mai troppo vicine al naso, con il rischio di contaminare gli aromi del vino con aromi esterni (sapone, profumi, etc.). La base dev’essere abbastanza ampia da consentire una buona maneggevolezza.

Perché il materiale preferito è il vetro sottile, o meglio il cristallo?

Trasparente, liscio, incolore e senza decorazioni il vetro permette al meglio di osservare tutte le sfumature cromatiche e la consistenza del vino.

Ad ogni calice il suo vino:

Il bicchiere a tulipano è indicato per i vini bianchi giovani; i vini bianchi invecchiati, i rosati e il vino novello andrebbero gustati in “tulipani” dal fondo più largo. 
Il calice classico, più alto e largo, è riservato ai vini rossi giovani, dato che ne consente la rapida “respirazione”. 
Il ballon, un grande bicchiere “panciuto” è invece ideale per cogliere al meglio tutte le sfumature dei grandi vini rossi da invecchiamento.
Gli spumanti secchi, semisecchi e Brut, caratterizzati da aromi molto volatili, richiedono il classico flûte, per poter godere appieno di tutti i profumi ed apprezzarne il perlage.
Gli spumanti dolci invece, dato il loro profumo molto intenso che potrebbe addirittura risultare eccessivo, rendono meglio se gustati con una coppetta bassa e larga.
Un calice dal gambo molto alto e con imboccatura stretta è la soluzione migliore per passiti, vini liquorosi e “da meditazione”.

L’infografica dei bicchieri da vino:

Originally published at www.archiviostore.it