Cinque cose che non sapevate sul puttan pop

Il puttan pop non è una subcultura, ma l’ideologia degli ultimi 15 anni. Ho intervistato Fabiano Minacci di BitchyF per capire perché.


Qualsiasi classifica di brani più scaricati, acquistati o ascoltati è piena per un terzo, se non la metà, di puttan pop. Per la sua leggerezza e la sua facilità di ascolto, è una parte molto popolare della musica commerciale.

Si tratta di tutti quei brani catchy, spesso sotto i 4 minuti (timing perfetto per essere trasmessi in radio senza tagli), cantati — e non sempre scritti — da un esercito di cantanti donne caratterizzate da un’immagine molto, ma molto, elaborata, più della loro stessa produzione musicale.

Gino Castaldo, qualche anno fa su La Repubblica, ha affermato che la musica di questo decennio è proprio trainata da queste interpreti. Per la prima volta nella storia è la musica pop femminile a dominare un’era e a rappresentarne l’ideologia, apolitica ed egoriferita.

BitchyF, la bibbia italiana del puttan pop

Forse sono tutti questi presupposti a fare del puttan pop una religione. Il suo adepto principale, in Italia, è Fabiano Minacci, creatore e autore di BitchyF, un blog interamente dedicato agli artisti del puttan pop in senso ampio, inclusi cantanti o gruppi musicali maschili, adorati da un pubblico giovane o dalla comunità omosessuale. Ho avuto il piacere di chiedergli delle spiegazioni su cinque aspetti, ancora oscuri per molti, di questo genere musicale, il più ascoltato negli ultimi 15 anni.

Qui di seguito l’intervista.


1. Quando è nata la definizione “puttan pop”? È più riconducibile a Madonna o a Britney Spears?

Madonna e Britney Spears durante uno scambio di proteine.

Il neologismo puttan pop lo lessi per la prima volta nel 2009 su un forum di Britney Spears che ora purtroppo è stato chiuso, il BFC. Lo usavano tutti e me ne innamorai follemente anche io! Con gli anni è entrato nel lessico di molti amanti della musica pop: su Facebook esistono dozzine di pagine con quel nome. Madonna e Britney sono molto simili, sono entrambe puttan pop!

2. Negli Anni ‘80 c’era la Ciccone. Poi sono uscite tantissime altre puttan, più numerose delle versioni di Golf e di Fiesta uscite nello stesso trentennio. Perché questa proliferazione intensa?

Louise Veronica Alfonso Maria Gregorio Ciccone, in arte Madonna. Qui un’immagine degli anni in cui era fregna.

Credo sia sbagliato pensare che negli anni ‘80 ci fosse fra le puttan pop solo la Ciccone: ce ne erano moltissime che con il passare degli anni si sono ritirate o semplicemente hanno perso smalto e appeal nel pubblico. Donna Summer, Cyndi Lauper, Samantha Fox sono solo alcuni esempi. Non penso che oggi ci siano più puttan pop del 1984: se ci sembrano di più è perché le viviamo quotidianamente.

3. Perché le puttan pop sono sinonimo di comunità gay in rete? Sono gli omosessuali ad avere gusti nazional-popolari o vivono in generale in maniera più “social”?

Manifesto di Lady Gaga alle primarie come dittatore dell’impero omosessuale.

Le puttan pop piacciono a molti gay perché sono sinonimo di libertà culturale, perché si impegnano in prima persona in campagne anti-omofobia e perché fanno un genere di musica molto catchy e commerciale che a quanto pare, a giudicare dal numero di omosessuali che comprano quel determinato tipo di musica, piace molto.

4. Prima della dance, l’icona italiana era Raffaella Carrà. Anche lei e altri artisti simili possono essere annoverati nella puttan pop hall of fame?

La Carrà agli inizi della carriera, quando sapeva farsi in tre.

In Italia purtroppo non esiste il puttan pop o meglio, non esiste più. Negli Anni ‘70 e ‘80, probabilmente in modo inconsapevole, molti artisti potevano essere considerati tali: Donatella Rettore, Loredana Bertè, la stessa Raffaella Carrà e perché no, anche Renato Zero. Se una si presenta sul palco dell’Ariston con una pancia di gomma piuma da donna incinta o sei una puttan pop o sei… Beyoncé.

5. In questo genere di business girano budget molto alti. Chi ha un blog (come te) riesce a monetizzare parlando di puttan pop?

Katy Perry insegna il passo dell’infiammazione della sciatica durante il suo Prismatic World Tour

Io offro un servizio totalmente gratuito, chiunque può entrare sul mio blog e leggere ciò che più preferisce senza dover pagare, ma penso sia normale avere dei banner pubblicitari che mi consentono almeno di recuperare i costi che ho di hosting, grafica e dominio. Quando tre anni fa mi facevo ospitare dal servizio Blogger di Google che mi offriva gratuitamente tutto non avevo nessuna esigenza di recuperare delle spese e quindi non avevo nessun banner pubblicitario. I budget di cui parli sono decisamente lontani da me: dieci giorni fa ero a Milano a vedere Lady Gaga in concerto e posso dirti che la sua parrucca usata per Bang Bang che ha successivamente tolto e calpestato costa più di quanto io guadagno in un mese.

    Roberto Di Raffaele

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    Mi chiamo Roberto, ho il baffo, ma non faccio televendite. Social media manager per @maxmara, scrivente per conto mio.