Calciomercato a Ferragosto tra sogno e realtà

Oggi è Ferragosto.

Una giornata dove il sole batte più forte del solito. Una giornata che tutti, compresi i direttori sportivi della serie A, trascorrono al mare. Anch’io sono in spiaggia sdraiato sul mio inseparabile telo blu con lo stemma della Sampdoria in bella vista. Ho una certezza nel cuore: oggi non succederà nulla.

Una volta tanto, niente mercato. Una volta tanto, il cellulare rimarrà spento: la tintarella sarà la mia unica preoccupazione.

Un leggero vento di libeccio mi accarezza la pelle, smorzando l’intensità dei raggi solari. Non c’è neppure bisogno di cospargermi di crema, si sta veramente bene. Il tepore crescente mi fa entrare in uno stato di dormiveglia. Morfeo (non Mimmo) è lì, pronto ad accogliermi tra le sue mitiche braccia.

Sto per prendere sonno.

Almeno fino a quando qualcuno mi stampa di fronte agli occhi la prima pagina di “Tuttosport”: “DE SILVESTRI E’ DEL TORINO”.

Non può essere vero: penso a un miraggio. In una spiaggia che si è fatta deserto cerco un’oasi per rinfrescarmi, ma neppure una doccia gelata mi fa svegliare da quello che speravo essere soltanto un brutto sogno.

È tutto vero: Lollo va da Mihajlovic e Ferrero intasca 7 milioni.

Ma ecco che un altro titolo mi si staglia di fronte agli occhi. “UFFICIALE: LA SAMP LO SOSTITUISCE CON LAZAAR DEL PALERMO”. La rabbia di prima, mista a un sentimento di incredulità, è attenuata da una buona notizia.

Sala migrerà sulla fascia opposta, tornando così nella sua collocazione naturale. Decido di festeggiare con un’ordinazione chiesta alla Fantozzi, con finta voce da attore consumato: “Jean-Pierre? Portami un Sanbitter!”.

Neanche il tempo di tornare sulla sabbia per sdraiarmi di nuovo sull’asciugamano, che leggo dell’ennesima operazione. Non è un incubo, anzi: dopo la sconfitta in Coppa Italia con lo Spezia, l’Udinese rinforza il centrocampo: il prescelto è Barreto. Il maledetto numero 8 paraguagio.

Sfido i bollenti raggi del sole con una corsa impazzita di gioia sulla battigia. Sono così in estasi da non avvertire neppure le pietre aguzze bucarmi come chiodi la pelle dei piedi. Mi butto in acqua in preda all’entusiasmo.

Comprensibilmente, la gente mi prende per pazzo e mi evita come la peste. Poi prendo lo smartphone e sui siti specializzati leggo di un’altra ufficialità: lo svedese Hiljemark è un nuovo giocatore della Samp.

Non ci posso credere.

Nella mia mente già snocciolo gli undici titolari come i grani di un rosario: “Viviano fisso in porta, sulla fascia sinistra Lazaar… Lo voleva la Roma, che colpo! Di là Sala con Castan e Silvestre centrali. In mezzo Cigarini, Bruno Fernandes e lo svedesone! Davanti Muriel e Quagliarella… Non può essere vero”.

E infatti era solo un sogno! Un maledetto spruzzo d’acqua gelata, sparatomi in faccia da una piccola peste che scopro essere il figlio del mio vicino di ombrellone, mi fa trasalire mettendo fine alla mia dolce pennichella. Mentre un’imprecazione vietata ai deboli di cuore mi assale, realizzo che Lollo è ancora nostro e a centrocampo c’è sempre la solita falla.

Anche se Linetty non è niente male”, penso a voce alta e biascicata. Mia madre, che all’inizio di ogni stagione mi chiede come sempre se lo Spezia sia finalmente salito in serie A — che cazzo dici ma’! — mi domanda incuriosita: “Ma chi è Linetti, quello della brillantina?”. Certo mamma. E intanto riprendo a sognare, ma stavolta ad occhi aperti. Che se mi sveglia di nuovo lo strozzo, quel bimbetto genoano che si diverte a spararmi con la pistola ad acqua…

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