Proof of Work and Proof of Usefull Work

Certificati monetari


La creazione di titoli di lavoro avviene in due modi:

A monte e a valle:

Creazione a monte vuol dire che il lavoro viene eseguito prima di ottenere il certificato, in questo senso il certificato ha più valore, o è più sicuro di un certificato di lavoro a valle.

La creazione a monte si suddivide ancora in due modi:

inutile:

Esempio classico è l’oro. L’oro misura una quantità certa di lavoro pressocchè uguale ovunque (e per questo è una buona unità di misura del lavoro) e per questo motivo non può scendere — tranne eventi fuori dalla logica — sotto il costo di estrazione. Nulla poi impedisce che salga di molto rispetto ad altri metri, per esempio le banconote, ma in realtà, il più delle volte, è il valore delle banconote che scende e non quello dell’oro che sale.

Il bitcoin chiaramente è l’analogo digitale dell’oro: dove il lavoro non è meccanico ma elettronico, l’energia non fisica (che poi ormai non lo è più comunque) ma elettrica.

Il difetto evidente di queste due assicurazioni sul valore (o aspiranti unità di misura) è chiaramente che si usa del lavoro solo per certificarne dell’altro, ma il lavoro in per se stesso viene sprecato.


La moneta a valle:

La moneta a valle invece è quella bancaria, è già un primo passo verso una moneta più “intelligente” ma in se porta un difetto molto pericoloso sul lungo termine (di cui non parlerò qui).

Il funzionamento è comunque assicurato da beni reali esistenti in questo modo: la moneta viene creata sotto forma di prestito assicurato da un bene del richiedente preso come assicurazione (ipotecato). A questo punto il richiedente può far fruttare i soldi dandogli un controvalore nel mondo reale e ripagare il prestito: in questo modo il valore sarà stato creato dopo la creazione del certificato, ovvero della banconota.

Oppure può non riuscirci, e in questo caso il bene d’assicurazione fornito viene usato come controparte delle banconote.


Questo sistema sarebbe, se non ci fosse un monopolio bancario, già buono (ma comunque non alla lunga), ma esiste una terza via:


La moneta a monte utile:

Esempi di questo tipo di valuta sono:

1 — Certificati computazionali utili, esempi:

Blockchain OP_RETURN (implementato in:)
*Counterparty
*Coloredcoins
*Mastercoin
*Assebly Coins
FoldingCoin
Permacoin (implementato in:)
* SJCX
Riecoin
Primecoin
Ethereum
Namecoin
Datacoin
Memorycoin
XenCoin

Dove oltre a dimostrare di aver compiuto un lavoro uguale per tutti e verificabilmente effettuato lo si usa per qualche scopo utile.

2 — Certificati energetici, la scomodità è che hanno un raggio limitato: ovviamente s’intende un titolo rilasciato per ogni kilowatt distribuito.


  • Blockchain OP_RETURN: Questo meriterebbe approfondimenti, voglio intendere che lo stesso mining della blockchain bitcoin può avere uno scopo diverso da quello semplice di dimostrare un certo lavoro.
  • Inoltre c’è da specificare che tra tutto il lavoro che viene sprecato molto non viene neppure usato, mediamente infatti si usa solo la grandezza del nodo medio, quindi sempre almeno meno della metà.
  • C’è da dividere comunque il lavoro per trovare nuovi Bitcoin da quello per certificare le transazioni che attualmente ne rappresenta una microscopica frazione. (Tuttavia è difficile stabilire quanto sarebbe davvero il lavoro necessario minimo per la verifica in quanto oggi il costo di transazione rappresenta soltanto un sistema antispam e l’intera rete viene fatta funzionare indirettamente grazie alla reward.) Il primo è artificialmente difficile, e quella capacità computazionale potrebbe essere usata per qualcosa di utile, la capacità per verificare le transazioni invece è indispensabile.

Correlato: la parte in cui parla del “ proof-of-bandwidth” http://startupboy.com/2014/04/01/the-fifth-protocol/

Sul blog di ethereum già si affrontava il tema qui:

http://blog.ethereum.org/2014/05/24/on-long-term-cryptocurrency-distribution-models/

Show your support

Clapping shows how much you appreciated Rodomonte’s story.