«Sbobinando l’Orlando-furioso»

Ok, ottimo discorso da politico in campagna elettorale. Premessa: mi fermo ad analizzare e, dunque, a sbobinare ogni periodo, a smontare il “bel puzzle” e a riflettere su ogni “formina” da comune cittadino italiano (medio) oltre che da semplice elettore che oggi veste i panni del nonnino a casa o del giovane disoccupato o del semplice incerto e confuso che non ha una gran preparazione sui temi perché non si aggiorna ogni ora, non segue ogni tg e non sta sui social né da dentro né da fuori.

ebbeh,

da questo Orlando uomo che incarna la giustizia della quale rappresenta uno dei massimi gradi, quale ministro nominato da quello stesso partito, il PD, che gli ha consentito di raggiungere tale ruolo,e da un presidente del consiglio che la sua fiducia l’ha riposta in lui… non mi aspettavo certo i messaggi subliminali in negativo, ad personam e “ad partito”. Allora l’incoerenza manifesta diventa ingiustizia, ancor più ingiusta se in una manifestazione d’intenti fra le righe si profila pubblicità negativa occulta contro Renzi e contro i suoi.

Analizziamo l’Orlando-pensiero

1) Ho deciso di candidarmi perché credo e non mi rassegno al fatto che la politica debba diventare soltanto prepotenza. -Dunque la politica svolta fin’ora (nel tuo stesso partito e da chi faceva il segretario, ruolo per cui ti stai candidando, è stata prepotente!

2) Ho deciso di candidarmi perché credo che ci voglia responsabilità. -Dunque chi ha svolto quel ruolo fin’ora era ed è un irresponsabile.

3) Ho deciso di candidarmi perché credo che il partito democratico debba cambiare profondamente. -Dunque il Partito Democratico che fin’ora hai rappresentato (e da ministro continui a fare) e che sostenevi era qualcosa da cui hai preso solo un ruolo ma non ti ci rispecchi e non ti piace visto che vuoi cambiarlo e “profondamente”.

4) “Cambiare per poter essere utile davvero all’Italia e ai problemi degli italiani”… -Dunque in 1000 giorni ritenevi tutto inutile per gli italiani ciò che si è fatto, come inutile ogni mossa del partito. Ok, sembra una buona campagna ripeto, peccato però solo che l’avversario non sia un avversario, non sia un nemico da abbattere.

Ecco che il nonnino o l’italiano ( medio) per non parlare degli stessi reali avversari in tal modo serviti sul piatto d’argento, dall’esterno continuano a dire che in questo partito persino gli appartenenti continuano a non rispettarsi fra loro e quindi a non esprimere credibilità, beh, in tal modo, resta plausibile ancor più con tali dichiarazioni. Se, messaggi come questi, continuano a passare come fosse la pubblicità di una nuova saga. “Red e Toby nemici amici” da Walt Disney… con furore. Quanto furore, mascherato, alla faccia dell’unità e di un partito che perde la faccia!

Mi piacerebbe dire: «gente che vi fate tutti le stesse domande col ditino accusatorio, vi rammento che la politica non è solo disaccordi ma anche mis-accordi, che l’essenziale è invisibile agli occhi dei più… ma che tutto avrebbe un incipit da «depistaggio e flussi migratori».

Invece oggi non appare più così:

Eccolo, infatti, come preannunciato: « il figlio del partito» che con quel « sono oltre Renzi più che contro» mi ricorda tanto «perché io sono io e tu non sei un bip».

E se tutto ciò aveva un senso come mossa strategica. da «sottrazione» , adesso mi sa che tutto torna all’analisi iniziale e da ipotetica sottrazione si è andati dritti dritti all’addizione. Quell’addizione di un fare denigratorio che non si differenzia dai nemici puri, da. correntisti o controcorrenti.