La nota numero otto
Se oggi davanti a tutti le redazioni continuano a cercare sopra ogni cosa la chiarezza, l’immediatezza e quindi la pubblicità è di norma che le merci utili al soddisfacimento del piacere anche intellettuale siano legate alla chiarezza, all’immediatezza e alla pubblicità. Per quanto mi riguarda è piuttosto evidente che il piacere passa anche attraverso la lirica e il verso. Se tu leggi “Sabatina Napolitano” e non hai letto le poesie mi sembra inutile cercare di tentare un discorso professionale. Il piacere della pubblicità ci entra nella mente e agisce sulla pacificazione dei nostri interessi. La ripetizione ossessiva della pubblicità evidentemente ci rende oggetti sociali consunti che non sanno fare la differenza. Ecco che però la luce della passione riesce a reincarnarsi nelle vite. Se tu hai speso una vita per la poesia e la critica, non sei un escluso al modo degli estinti per la pubblicità. Non ti aspetti una semplice apertura di gambe dall’ultima donna arrivata e di successo, vuoi di più perché vali di più. Hai fatto della critica e della letteratura la tua visione di vita, hai concesso a molti dati, analisi, risultati sopportandoti le sciocche di turno che ti si palesavano senza né arte né parte davanti agli occhi. Tutto questo è stato esaminato: non si divide ciò che è unito ma non si vive di parassitismo. Le possibilità per scegliere le trame dei romanzi nuovi sono molte: personaggi presi da altri libri, biografie, aneddoti, viaggi. La questione del grande romanzo è forse accesa, ma lascia il tempo che trova sopratutto perché tu sai distinguere la pubblicità dalla letteratura. Hai un sorriso pieno, maturo quando sai che una cosa è sul serio bella e fatta sensatamente e con garbo. Non sei uno sciocco in cerca di una badante del piacere sotto le mentite spoglie di una scrittrice. Credo che il fascino critico, la valutazione precisa, la dimostrazione di una certa dignità letteraria e intellettuale sono per me questioni di gusto: un uomo senza raffinatezza anche oggi per me può considerarsi estinto dall’etica della sopravvivenza intellettuale. Ci adeguiamo ai termini di piacere e gusto, ma so che ti misuri con approcci e sensazioni che non hanno bisogno del sensazionismo, del fastidioso e alla fine sgradevole scambio di merci della pubblicità.
(Foto Brassai, Parigi)

