Non è Umberto Saba, né Montale
Senza sogni siamo veramente poco, senza ideali, senza anniversari o ricorrenze. Anche nella curvatura dell’essere vita e della vita dove “tutto non è sogno” si cela il piano, il dominio dell’elevazione sui rapimenti oscuri dei desideri smisurati dell’uomo: le passioni corrotte. Si parte da intrecci piccoli, veramente meschinità capaci di piccoli euforie di vittoria che inevitabilmente sfociano in complessi di angolature misere e volgari dove anche uno scrittore si sottrae alla volta del tempo, per preferire il caos primigenio dove vince l’antagonista, la mancanza di pudore e di rispetto. L’universo si accresce sul servizio e non sul mistero, l’universo ricopia un linguaggio sempre migliore non una dissertazione sul come fare successo in modo smisurato. La singolarità non è storia dell’etica: parliamo di avere fede che l’uomo può fare con l’universo la cosa giusta per sè stesso.
Foto Barbara Morgan, Martha Graham, Lettera al mondo, 1940, gelatina d’argento

