Onora il piacere intellettuale
Per leggere usiamo una luce. Leggiamo da seduti in treno o a casa comodi in poltrona, leggiamo in piedi passeggiando. Diverse sono le pose dei lettori, diverso il piacere che incontriamo in ogni lettura. Ogni lettura nuova è per la nostra esperienza una luce nuova e sopratutto di piacere. Anche un dejavu lo è, una sedia che traballa. Una comoda poltrona di ufficio. Il piacere è caldo, l’aridità e l’estrema severità è fredda. Tuttavia non c’è solo bisogno di chiarore e calore, abbiamo bisogno del piacere sofisticato di ciò che appartiene al sè scrivendo. Di ciò che rende autentico uno scrittore di fama e di successo, vogliamo che una lettura sia per noi un piacere non un fastidio. Che sia gradevole, non apatica e offensiva. Vogliamo comprare e acquistare qualcosa che ci educhi al caldo. Ai piani della realtà dove conta il benessere, il nutrimento del sè, l’autocoscienza, i risultati ottenuti tramite il lavoro che viene ricompensato con successo.

