Meglio vivere un giorno da leone o 100 giorni da pecora? Preferisco una vita intera da scoiattolo
Casa nuova, nuovo traguardo, nuova scelta, nuovi impegni, nuovi orizzonti, nuove abitudini…. Ho sempre avuto bisogno di sentire le cose mie, ma non mie solo nel senso di possederle e poter dire che mi appartengono, io ho bisogno che le mie cose abbiano un sapore di me, del mio stile, mi ci devo ritrovare. In molti mi hanno consigliato qui a Londra di trovare una soluzione momentanea, qualcosa di temporaneo, qualche condivisione o qualche posto che potesse andare bene per un po' di tempo, ma io non riesco. Ecco, non ci riesco a farmi andar bene qualcosa. E quando, per qualche strano motivo, ci riesco, vivo poi nella continua attesa che quel qualcosa finisca.
Vivo la mia vita come uno scoiattolo che arreda il suo nido e che vaga come un folletto in mezzo a parchi e boschi, un vero acrobata della vita con il suo corpicino piccino, ma che con un colpo di coda ti può far arrabbiare o innamorare. Odio il fatto di dovermi sacrificare una vita per poi avere chissà quando qualcosa di meraviglioso. Preferisco vivere a pieno ogni singolo giorno, assaporare gioie e sconfitte e guardare sempre avanti a testa alta anche quando tutto sembra crollarmi addosso.
Non so per quanto tempo mi fermerò qui, ma inizio le cose pensando che sia per sempre, consapevole che il per sempre non esiste, ma con quel sapore di infinito, o forse meglio dire indefinito, che rende tutto magico.
Mi piace pensare che quello che ho e quello che sono rispecchi tutte le mie scelte. Mi ritengo spesso fortunata: ho avuto la possibilità di studiare, fare il lavoro che amo, crescere con una famiglia a cui voglio bene e che mi vuole altrettanto bene, ho amici che considero ormai parte della famiglia e riesco a coltivare delle passioni come la musica che nessuno mi può togliere. Questo non vuol dire che non ho incontrato difficoltà, anzi, eccome. Spesso ho visto che la vita può essere davvero nera, ma quando hai alcune certezze puoi combattere tutto.
Odio le favole e il gran finale perché quello che conta è qualcosa per cui una fine non c’è.
Ermal Meta

