Ricominciare dalle favole
Come i bambini, per cominciare una nuova vita si comincia dalle favole. Ci sono favole che si possono rileggere mille volte nella vita ed ogni volta assumono un significato diverso in base alla fase della vita che stiamo attraversando. Pensiamo al “Piccolo Principe”: puoi leggerlo da piccolo e non capirne bene il senso, ma poi anno dopo anno hai voglia di rileggerlo. A volte tutto, a volte ti basta rileggere un paio di pagine, perché sai bene dove recuperare ciò che volevi riassaporare. Sì, perché è come un buon cibo: anche se sai bene che è buono lo vuoi sempre assaggiare e coglierne qualche dettaglio diverso.
Non ho mai creduto né al “c’era una volta”, né al “…e vissero tutti felici e contenti”, ma nel mezzo c’è sempre qualcosa che ci fa riflettere.

Con Il Re Leone piango e rido ancora oggi, so a memoria quasi tutto il film, canticchio le canzoni e non mi stancherei mai di vederlo. Ci sono insegnamenti importanti. Un motto come Hakuna Matata che ti accompagna quando l’unica cosa che puoi fare è andare avanti, il passato è passato, ma dagli errori puoi imparare lezioni preziose, niente è irreparabile, tutto può sempre aggiustarsi. Rispetta tutti perché facciamo tutti parte del cerchio della vita e da un momento all’altro puoi passare da essere forte ad essere debole, la ruota gira sempre per tutti.
Sembrano insegnamenti elementari ma ogni giorno vediamo esempi di come persino l’educazione così spiccia non viene applicata e passiamo il tempo a chiederci se siano le famiglie a non aver trasmesso questi valori o se sia la società del “tutto e subito” ad aver fatto andare in fumo tutto il tempo impiegato ad educare le nuove generazioni. E mentre siamo ancora perplessi in questo eterno dilemma che sembra simile al classico “è nato prima l’uovo o la gallina?”, rimaniamo però stupiti nel vedere che i giovani (i “millennials”, come vengono chiamati spesso) non sono tutti così, che ci sono ancora i ragazzi che si appassionano a qualcosa, che hanno dei valori e li rispettano, che credono in un futuro che speriamo noi di lasciargli in eredità in buono stato.
Quindi dall’eterno dilemma ne usciamo vincenti, anzi a dire il vero il dilemma non mi ha mai sfiorato molto perché ho sempre odiato generalizzare. Da quando sono Inghilterra ho sentito tutti i luoghi comuni peggiori riguardo all’Italia. Per fortuna non tutti la pensano allo stesso modo, ma rimarreste stupiti nel sentire che queste frasi arrivano proprio da chi meno te lo aspetti, da culture e strati sociali che per natura dovrebbero essere aperti e realisti. Allo stesso modo però ti sorprende scoprire che c’è chi ti apre la porta come se fossi un suo vicino da sempre e quindi nelle favole continui a crederci.
Continui a credere nella meritocrazia, nel fatto che ognuno di noi è bello a modo suo e che se qualcuno ti crede pazzo forse un po' matto lo sei, ma se hai creduto in qualcosa può essere che quella follia sia solo una scintilla nei tuoi occhi che riflettono un fuoco che prima o poi vedranno tutti.

Quando poi le favole vi sembreranno così surreali perché vedete animali parlare, bestie che si trasformano in bellissimi principi e foreste incantate abitate dalle creature più disparate, potete passare a qualche favola più contemporanea scritta da un grande professore di Harvard…dove a parlare sono i pinguini!!
A differenza di altre favole, il libro di John Kotter vi darà anche un dettagliato report finale delle lezioni apprese, anche se poi il vero gusto della lettura e della visione di un film è proprio l’interpretazione, il sentirsi liberi di poter attribuire il significato ad ogni sfumatura e non solo ai tratti salienti.
Vale per le favole, i libri, i film, la musica, tutto ciò che si può vedere, leggere o ascoltare: viva la libertà di espressione, di poter fare digressioni, di partire da un argomento ed agganciarsi a mille altri. Viva la libertà, sempre.
Penso che sia una cosa bella se una canzone ha più di un solo significato. Forse quella canzone può raggiungere molte più persone.
Roger Keith “Syd” Barrett
