Perché é importante comprare la versione illustrata di Harry Potter

Poche immagini sbocconcellate sul web, un paio di articoli apparsi sulla timeline (ovviamente ho solo letto di sfuggita i titoli, chi li apre davvero gli articoli che si postano su Facebook?) giusto qualche instagram postato da un paio di contatti, tutto quello che sapevo di questa versione illustrata da Jim Kay di Harry Potter e la pietra filosofale.

Eppure, nonostante la penuria di informazioni in mio possesso, il costo decisamente proibitivo per una studentessa fuori sede che non lavora, nemmeno per un secondo mi è passata per la mente l’idea di NON comprare il libro.

‘Perché?’

La domanda che mi sono posta uscendo dalla Feltrinelli sotto le torri con il libro dentro la busta di un altro negozio (no, non mi serve il sacchettino, grazie) è molto semplice e concisa e, sebbene pensavo che prima di comprare il libro la risposta potesse essere potenzialmente molto complicata, dopo essere entrata nell’area bambini, averlo visto, averlo ghermito ed essermi fatta venti minuti di fila alla cassa beh, mi sono resa conto che in realtà la questione è semplice.

Chiudete gli occhi.

Ok, chiudeteli dopo aver finito di leggere.

Qual é la prima immagine che vi viene in mente se vi dico Harry Potter? Daniel Radcliffe che afferra un boccino per la prima volta? Emma Watson che preferisce morire piuttosto che essere espulsa? Alan Rickman nell’esatta evoluzione pokémon di un più blando Renato Zero?

Non fraintendetemi, non c’è nulla di male nell’avere la mente piena di immagini cinematografiche appunto perché si tratta di immagini, mentre il libro é qualcosa di astratto dentro di noi, un pensiero, un contorno, una sensazione. Quell’immagine però, oltre a riempirci, ci definisce in maniera inesorabile: per quanto ognuno di noi possa reagire emotivamente in maniera unica ad una scena quest’ultima rimarrà sempre uguale a se stessa, oggettivamente identica per tutti.

L’illustrazione (magistrale tra l’altro, te possino Jim!) al contrario, invece di essere un punto d’arrivo, é un punto di partenza.

Ci radunano tutti, ognuno a casa propria, sul proprio divano, tra le pagine dello stesso libro, e dopo aver sparato in aria un colpo a salve gridano VIA! Mille persone in mille direzioni diverse nella stessa storia. Hagrid sarà sempre uguale per tutti ma quello di Mariolino trascinerà leggermente la gamba destra, quello di Sveva Lopez del Rio avrà tre peli bianchi sulla barba proprio sotto al labbro.

E il bello viene adesso perché tu non sostituisci, mescoli. Eh sì eh, come niente Rupert Grint comincia a parlare con la voce che avevi immaginato per il Ron illustrato perché sono cose diverse ma la stessa persona, e allora come si fa a tenerli separati?

Tutto cambia. La storia che hai letto, guardato, giocato, comprato migliaia di volte muta una volta di più e quei €29 (€24 se correte da Feltrinelli in questi giorni) alla Salani per comprarsi un gelato glieli lasci volentieri.

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