“Coloro che portano il sole nella vita degli altri possono riternersi nobili d’animo”

di Salvatore Santagata

Puntare lo sguardo e incontrare occhi, appendici estreme di anime sospese, avvolte, costrette in una realtà distorta che stigmatizza un’inconsapevole esistenza. E nonostante tutto riuscire a cogliere in quegli stessi occhi essenze di vita che tendono a travalicare l’ostacolo della diversità nel tentativo effimero di raggiungere giusti livelli di concretezza.

Quegli occhi sono talmente espressivi che attraverso essi riesci a percepire la vita che scorre al loro interno, divenendo cassa di risonanza per una voce che dall’interno grida la propria appartenenza al mondo, a quel mondo così lontano da essi.

Rivolgere lo sguardo su altri occhi che, emozionati e fieri, trasmettono storie di esperienze difficili, fatte di sacrificio e duro lavoro nel tentativo di portare un po’ di sole in esistenze poste al buio dell’emarginazione. Persone meravigliose che affrontano la loro vita e il loro lavoro portandosi addosso un bagaglio ricolmo di pazienza, solidarietà e amore.

Li ho visti piangere, emozionati di fronte a piccole vittorie ottenute attraverso il costante lavoro fatto su chi, forse, non ha neppure la capacità di comprendere gli insegnamenti ricevuti. Ma questo non li frena, non cercano gratitudine. Nel loro lavoro, quasi una missione, la loro gratifica è riuscire a cogliere una minima parvenza di sorriso sui volti dei “loro ragazzi”.

Combattono ogni giorno contro le problematiche della disabilità che ancora oggi, nonostante le false sirene della solidarietà umana, risultano spesso essere solo “argomento da salotto” e restano chiuse, isolate e immobilizzate nel ristretto ambito delle famiglie che ne sono state colpite.

Queste persone sono parte di una dolorosa realtà che ha bisogno di loro per non restare abbandonata a se stessa. Con il loro supporto e la loro nobiltà d’animo resta viva la speranza di portare piccoli raggi di sole nell’esistenza grigia di tante piccole e inconsapevoli anime.

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