L’invisibilità dell’estate

di Salvatore Santagata

“L’estate sta finendo”…recitava un vecchio refrain di una canzone cantata da un duo venuto alla ribalta grazie a brani allegri e leggeri che accompagnavano le follie estive di tanti di noi, acerbi principini, tesi alla ricerca di goliardici momenti da ergere a vessilli venatori per il racconto alle nostre future generazioni.

Il periodo estivo è un altare ricco di doni che vanno a riempire il paniere della nostra vita. E’ un momento che sollecita l’immaginario collettivo portandolo verso pensieri di assoluto godimento, sia spirituale che materiale, e che ci aiuta ad allontanare qualsiasi forma di frustrazione e malessere derivante dai freddi e bui mesi invernali.

La vita però ci insegna che ad ogni altare corrisponde un contraltare. Una medaglia ha due facce: alla prima ne corrisponde una seconda diametralmente opposta. Gli stessi Righeira — autori del brano indicato — ne erano coscienti, ravvisando nel trascorrere del tempo il contrappeso alla chimera dei languori estivi.

La ricerca dell’altra faccia dell’estate mi porta tristemente alla scoperta del lato oscuro di essa, di un mondo tendenzialmente sommerso ma che invece è tra di noi e che viene rappresentato in maniera predominante dalla tristezza desolante della solitudine, dell’abbandono, del disagio, dell’emarginazione.

Basta guardarsi intorno, girare tra le vie di una qualsiasi città svuotata dalle partenze estive, per rendersi conto che l’estate non è poi così bella per tutti. Non è un piacere per tutti. Anzi, assurdamente, acuisce le pene di chi è costretto a vivere un’esistenza da invisibile, ignorato da tutti, ricoperto da solchi profondi rappresentanti le ferite del proprio essere.

A volte basterebbe uno sguardo, un solo accenno dei nostri occhi, per rendere giustizia al loro disperato bisogno di visibilità. Un solo cenno, un semplice saluto basterebbe a soddisfare l’illusione di essere parte di un mondo che non sia solo di emarginazione, che non neghi l’esistenza e non acuisca il senso dell’invisibilità.

Ma in fondo siamo in estate, è d’obbligo la frivolezza. Sono banditi tutti i discorsi che non contengano mare, sole, divertimento. Tutto il resto è noia…ma questa è un’altra canzone.

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