Tutta la nostra vita in un film

di Salvatore Santagata

E’ strano ritrovarsi avvolti da un vortice di sensazioni e sentirsi catapultati in una vita non tua che assurdamente vorresti quasi lo fosse. Di cosa parlo? Dei momenti che trascorriamo davanti allo schermo di un televisore o di un cinema, intenti a seguire un film che racconta storie di vita che, a volte, sembrano quasi ci appartengono.

E’ un coinvolgimento che genera profonde emozioni che talvolta sfociano in un mieloso senso di emulazione che ci porta ad essere protagonista a latere di una vita che fantasticamente diventa tua.

Non so se a voi capita ma io resto altresì affascinato dallo scorrere veloce ed incessante del tempo cinematografico. In una sola ora e mezza, o giù di lì, viene a volte raccontata un’intera vita, l’estrema sintesi di un’esistenza che nasce, cresce e si dissolve, come una sorta di efemera, nell’arco di un brevissimo tempo. E la straordinaria composizione della sceneggiatura riesce, anche di fronte a tale brevità, a conservare e a rendere comprensibili gli innumerevoli aspetti dell’intera esistenza dei personaggi.

Reputo geniale una simile capacità di sintesi. Se riportassimo nella vita reale tale superba abilità tante cose prenderebbero una direzione diversa e più giusta. E’ un po’ come una partita a scacchi. La mossa vincente del gioco sta nella capacità di delineare nella propria mente tutto il percorso da intraprendere, sintetizzando ogni mossa e accompagnandola alle conseguenti variabili determinate dal gioco dell’avversario.

Eh si…non è mica semplice. Lo so. Se lo fosse, ed ogni uomo ne fosse capace, probabilmente la nostra sarebbe una società perfetta. 
Immaginate solo per un attimo…i nostri politici capaci di analizzare e sintetizzare tutti i problemi che ci attanagliano determinando damblè la giusta soluzione senza perdersi in soporifere lungaggini dettate dalle loro incapacità e dalla ricerca dell’interesse personale.

Immaginate solo per un attimo… l’uomo capace di essere il sunto di se stesso per poter raccogliere dalle proprie esperienze ogni sorta di elemento che ispiri alle buone pratiche, all’onestà, al rispetto delle regole e degli altri.

Oggi è realisticamente difficile immaginare un tale scenario. L’essere umano, con i suoi ritmi frenetici, lascia poco tempo all’analisi e alla sintesi. 
Scomporre e ricomporre la propria coscienza nella ricerca della giusta struttura e composizione del problema è ormai una pratica che resta chiusa nei trattati filosofici di Cartesio.

Non ci resta che ritornare da dove siamo partiti: davanti ad una rappresentazione di fantasia cinematografica che ci possa aiutare ad allontanarci da quella che oggi è la vera e anomala essenza dell’uomo.