Sulle emergenze e il WIFI aperto
Dopo il disastro del terremoto in centro italia ho letto diversi post di fonti autorevoli come la croce rossa, ma anche regione lazio, associazione nazionale geologi e diversi quotidiani che chiedevano — non si sa bene a chi visto che non lo specificavano — di disabilitare la password del WI-FI per facilitare comunicazioni e operazioni di soccorso .
Questo tipo di appelli purtroppo, oltre che ad essere inutili sono potenzialmente pericolosi per chi, spinto dalla voglia di fare un piccolo gesto per aiutare, si va ad immischiare in qualcosa che non conosce e che potrebbe ritorcersi contro.
Innanzitutto le istruzioni comunicate dalla croce rossa sono sbagliate:
il reset del router per 10 secondi ripristina di solito le impostazioni di fabbrica, non salva certo la configurazione, per lo meno non nei router di mia conoscenza
Sarebbe anche bene specificare se si sta parlando delle case nelle zone limitrofe al terremoto o nelle case abbandonate perché potenzialmente pericolanti, nel secondo caso la richiesta va contro i consigli della protezione civile di abbandonare la casa chiudendo gas ed elettricità.
Non solo, immaginiamoci le potenzialità del problema di avere della gente sotto ad un edificio pericolante perché sta scrivendo agli amici su whatsapp che sta bene ma il messaggio stenta a partire perché il WIFI è si funzionante ma la portante dell’adsl no..proprio a causa della scossa.
Non è possibile aiutare la protezione civile, perché essa dispone di sistemi di comunicazione alternativi (il sistema TETRA per i curiosi) creati apposta per permettere il passaggio di informazioni anche in situazioni apocalittiche; pensare che la propria ADSL domestica, che per molti non funziona molto bene neppure in condizioni normali, venga usata per le comunicazioni di coordinamento delle unità di crisi è ridicolo.
Quindi, l’appello è per aiutare le vittime del disastro, benissimo, purtroppo nella maggior parte dei casi non servirà a nulla per molti motivi:
- dovete vivere vicino alla zona dove si sono riunite le vittime perché la vostra WIFI ha una copertura di pochi metri
- ammettendo che viviate vicini alla tendopoli è molto difficile che la wifi di casa vostra abbia abbastanza segnale al di fuori delle mura di casa vostra
- anche nel caso che la vostra WIFI sia raggiungibile, quanti dispositivi pensate riesca a tenere un router domestico prima di bloccarsi? non parlo unicamente della banda ma proprio della capacità del vostro router di gestire più di 20 dispositivi; senza dimenticare che il vostro router ha un limite di circa 252 per la classe C di default
- se avete solamente poche persone sfollate che lo stan usando (la famiglia riunita), allora la rete cellulare è sicuramente libera; molto più conveniente per loro chiamare, o usare il 3g/4g sicuramente più veloci della vostra connessione casalinga
- non dimenticate inoltre che siete responsabili per la vostra connessione, dovrete rispondere di qualsiasi reato commesso con essa; i disastri purtroppo attirano anche molte persone malintenzionate e nel caso specifico del terremoto di Amatrice sono stati segnalati ladri la notte stessa della scossa
- aprendo la vostra WIFI chiunque può intercettare le vostre comunicazioni: c'è un motivo per cui si usa WPA per cifrare la comunicazione WIFI
Sarebbe bellissimo poter aiutare qualcuno in difficoltà con un semplice gesto e magari questo è possibile, di sicuro però non aprendo la vostra WIFI
Un appello infine alle vittime del terremoto: non usate WIFI aperte per comunicare! Le reti WIFI aperte sono insicure e possono diventare il mezzo per rubare le vostre informazioni come la carta di credito che state usando per prenotare l’hotel per la notte; chiunque può tranquillamente intercettare le vostre comunicazioni ed usarle a proprio piacimento
Mi rendo conto di come queste informazioni possano sembrare esagerate, tuttavia è proprio in questi momenti di shock che si diventa facilmente vittima di raggiri e di persone senza scrupoli.
E sono conscio che sono in molti a voler aiutare, ma non è questo il modo