Perché lavorare da remoto non è da “sfigati”
Emanuela Zaccone
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Complimenti Emanuela!

Sei riuscita a racchiudere in un post molti dei vantaggi di un’organizzazione liquida che da la possibilità alle proprie risorse di lavorare anche completamente da remoto.

Anche noi nel momento di creare la nuova startup Soisy abbiamo deciso di abbracciare questo tipo di organizzazione e abbiamo risorse sparse in tutta Italia. Questo ci ha aiutato molto ad esempio per la ricerca dei software developer dal momento che in Italia di veramente bravi non è facile trovarne (non perché non lo siano, ma perché sono proprio pochini…) e solitamente sono abituati al lavoro da freelancer da remoto…infatti abbiamo visto che molti di loro agognerebbero una stabilità economica data da un contratto dipendente ma non sono disposti a rinunciare al lavoro da remoto.

Ma anche per me che venivo da un’esperienza di quasi sei anni in banca (dalle 10 alle 12 ore di media chiuso in un ufficio…) il passaggio al lavoro da remoto ha rappresentato una svolta molto importante, tanto da chiedermi in continuazione se sarei mai disposto a tornare indietro…e a che condizioni…

Per quanto riguarda i downsides, sottoscrivo quello che dicevi sulla fiducia e sull’adattabilità delle risorse a questo tipo di modello: noi quando selezioniamo nuove risorse siamo molto chiari sul tipo di modello di lavoro che adottiamo e ci teniamo che i candidati lo comprendano fino in fondo. La congruenza delle caratteristiche della risorsa a quelli che sono i valori dell’azienda è tra i punti più rilevanti della valutazione.

L’altra zona d’attenzione secondo me ha a che fare con gli spazi di lavoro casalinghi di cui parlavi citando anche l’articolo di ikea…ancor più che le aziende tradizionali, credo siano in primo luogo le nostre case e più in generale la nostra cultura ad essere ancora un po’ “indietro” rispetto a questi temi. Fare un’esperienza di medio lungo periodo con un modello di lavoro liquido ti induce automaticamente a ripensare anche i criteri di scelta dei propri spazi di vita (ha ancora senso comprare una casa? probabilmente la risposta è dipende…), in quale città vivere (ho un wifi gratuito funzionante che mi permetta di lavorare da dovunque senza dover prendere un piano LTE?…) e al proprio stile di vita.

Vabbè penso che potremmo parlare per ore, quindi mi fermo qui :)