
Rivoluzione al cioccolato
Le cose nuove a volte sono cose vecchie che hanno cambiato marca, posto, colore.
Così le cose possono sembrare nuove, ma nuovo a dir il vero è ben poco se decidi di fare i muffin, come li hai fatti 100 altre volte, ma usando la farina senza glutine al posto di quella normale. Oh, sì, non sarà esattamente la stessa cosa, ma in fondo cambia poco.
L’innovazione sarà poi similmente nulla se scegli le gocce di cioccolato al posto della relativa fatica di grattuggiare una tavoletta a mano, anche se qualcosa cambia, è garantito, qualcosa cambia:
- cala il rischio di addentare mezza tavoletta strada facendo
- la cioccolata all’interno del prodotto risulterà essere meglio definita: le gocce hanno tutte la stessa dimensione e si sciolgono o non sciolgono nel medesimo modo
- le gocce sono meno buone della tavoletta scelta con cura
Ed ecco che nel mescolare zucchero, farina, lievito, gocce di cioccolato da una parte e uova, jogurt, burro fuso dall’altra un’intuizione si fa in qualche modo inevitabile.
Quando finirà l’economia dell’impressione dove andremo a finire? Quando s’interromperà per un momento anche l’idea che a son di ripeterle le cose sono vere cosa succederà a quella fettina di mondo che a son di ripetere intasca in base alla fiducia altrui?
I muffin fatti così, riadattando ricette tratte da siti internet del tutto sballati per quanto blasonati, corretti un po’ in base agli errori già visti con la torta di mele, ammaestrati con la conoscenza ormai avanzata del forno, son venuti proprio buoni comunque.
Che è quel che conta.