Digressioni dal tram3 | Viaggio Romantico

#Storiedallacittà | Roma

Il cielo più adatto ad un viaggio romantico

Perché prendi il tram quando hai la metro a due passi?

Sì, lo so, è strano, ma il tram è così romantico!, soprattutto il 3, che va da Trastevere a Valle Giulia, attraversando la città e caricando indistintamente viaggiatori, turisti, immigrati, studenti, zingari, abitanti di roma sud e abitanti di roma nord..

Ok, forse romantico non è la parola giusta, non dopo che ti avrò raccontato di tutta la roba e la gente che ho incontrato da quando lo prendo, ma andiamoci piano, ci sarà tempo. Per ora rimaniamo sul romantico ché oggi mi va di parlarne, anche perché mentre scrivo davanti a me ci sono due ragazzini di 16, forse 17 anni, che si baciano. Lui bacia lei, sempre all’improvviso, sempre con un certo impeto ormonale, lei prova a scostarsi, dopo, quando l’impeto è un po’ troppo e la lingua di lui le ostruisce le vie respiratorie.

Hanno tratti orientali: capelli neri e lisci per lei, capelli neri e lisci per lui.

Seduta subito dietro di loro, avverto del fastidio in tutta quella brutalità, mi chiedo che fine abbiano fatto i baci dati con lentezza, assaporati. Forse questo è il tempo di essere solo animali perché a gestire le emozioni non siamo bravi nessuno, eppure lei lo vorrebbe meno impetuoso, anche io avrei voluto essere meno impetuosa… Penso ai suoi baci dati all’improvviso…

Un bacio come si deve dovrebbe sempre arrivare così: inaspettato, passionale, travolgente. Ma certo, che faccia respirare l’altro o almeno dargli il tempo di sospirare. Penso che la “violenza” dell’amore ci sconvolge sempre, ma che in realtà, tutta questa passione non ha nulla a che fare con l’amore e allora vorrei scrivere un messaggio all’ultimo tizio che ho incontrato, quello che ho fatto scappare in un momento d’orgoglio. Dirgli solo: scusami, più che amore era l’ormone, ma sai, si confondono sempre.

Forse l’apprezzerebbe. D’altronde oggi non abbiamo paura della brutalità, abbiamo solo paura di lasciarci andare, lasciare che un altro ci veda allo scoperto, come se ci guardasse senza pelle, come se guardasse ogni muscolo, ogni filamento e quel cuore lì che viene fuori appena, mentre batte all’impazzata. Credo sia per questo che ci rivestiamo e ce ne andiamo, sarà per questo che la nostra pelle diventa dura col tempo che passa.

I due diciassettenni continuano nel loro gioco di baciami-uccidimi-soffocami-levati o ti meno. Lei adesso è davvero passata alle mani, questa storia non durerà. Spero per entrambi.

Io intanto scendo qui, sono appena arrivata a San Giovanni, il cielo è grigio e i Santi in cima alla Basilica hanno sempre l’aria di chi ha capito tutto dalla vita ma ha altro da fare, mentre li guardo cerco di non essere presa sotto dall’enorme flusso di macchine, gente e pensieri. Mi volto, il tram continua la sua lenta passeggiata verso San Lorenzo. Addio ragazzi, cercate di calmare l’ormone e divertitevi con l’amore. Almeno voi.