Chi mi racconta chi sono?
Iside Fontana
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Cara Iside,
grazie di queste parole che giungono nel luogo di incontro con un Altro inconoscibile eppure vivente,
nella dimora che condividiamo in questa quotidianità da sempre inattesa.
Ci tengo solo a dire che ciò che dici è quanto mai attuale, nel mondo scientifico e in quello filosofico,
nonostante qualche risposta, sebbene parziale, ovviamente, esiste e opera da almeno un secolo.
Heidegger, per esempio, ci ha fatto capire che lo sguardo egoico-rappresentativo della scienza nella sua essenza metafisico-tecnica, è solo l’ultimo gradino di un processo conoscitivo che nel suo complesso rivela un meccanismo e una realtà molto più ampia e ramificata. Per semplificare, posso affermare che l’acqua sia H2O, ma non per questo sto riassumendo l’essenza dell’acqua; sto piuttosto riducendo il fenomeno “acqua” ai suoi minimi termini, al fine di poterne disporre per esempio in ambito chimico, e nessuno può negare i vantaggi di questa operazione. Ma se la mattina, asciugandomi il viso per avviare la giornata, dicessi a me stesso “ho proprio bisogno di lavarmi la faccia con un po’ di H20” sarebbe alquanto strano. Non perché l’acqua non sia H20, ma perché lo sguardo scientifico può definire l’oggetto solamente a patto di ridurne l’essenza nella sua entità semplicemente presente, dimenticando però la realtà della realtà nella sua ampiezza, del “mondo della vita” direbbe Husserl. L’errore sta nello scambiare l’entità ridotta con l’essenza del fenomeno, come quando parliamo del pensiero in termini di rappresentazioni mentali e cognitive operanti a livello cerebrale. Non è solo una questione di punti di vista, ma di punti di vita, vitali, ovvero di ricomprendere la natura dell’Essere, direbbe Heidegger, è qui c’è bisogno davvero di una nuova scienza. Per capire chi sono è necessario ritornare in relazione con questo sono, con quest’essere di cui non possiamo parlare se non in termini relazionali, esperienziali, ovvero iniziatici, trasformativi, aprendoci ad una domanda che ci coinvolge con tutto il corpo, in quanto esseri umani, ovvero colloquiali, da sempre nella ricerca di noi stessi.

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