26 ottobre/01 novembre — Una settimana in dieci notizie

di Daniele Patini
La settimana appena conclusasi è stata ricca di eventi: in Europa, le proteste in Catalogna hanno accompagnato la vittoria di Linke nelle elezioni in Turingia e l’allarme neonazismo a Dresda. In Medio Oriente, il premier libanese si è dimesso e in Iraq aumentano le manifestazioni, mentre al-Baghdadi è stato ucciso; mentre il nord America è stato teatro di una serie di sparatorie nella notte di Halloween, l’esercito statunitense ha iniziato a pattugliare alcune zone della Siria. Quindi, questo e altro in Una settimana in 10 notizie.
1. Sabato 26 — In migliaia in piazza contro il governo iracheno
Sono riprese le dimostrazioni antigovernative in Iraq, e nei primi giorni si contano già 21 morti. Gli scontri hanno avuto luogo a Baghdad e Nassiriya, nonostante il premier Adil Abdul-Mahdi avesse già annunciato il pugno duro nel caso di una loro ripresa, soprattutto a conseguenze dei fatti di inizio ottobre, che causarono circa 150 morti. Gli iracheni sono scesi in strada per manifestare contro il crescente livello di corruzione e povertà, che attanaglia il paese da anni e che Mahdi aveva promesso di ridurre.
2. Sabato 26 — Continuano le proteste indipendentiste in Catalogna
È stato di almeno 15 feriti e 3 arresti il bilancio delle proteste avvenute sabato a Barcellona, dove circa 350mila persone si sono radunate per manifestare in risposta alle condanne dei leader catalani indipendentisti, promosse da parte dell’Alta corte spagnola. I condannati sono stati dichiarati colpevoli per aver promosso il referendum del 2017, il quale portò la Spagna a stringere il controllo sul territorio catalano. In risposta, i protestanti hanno annunciato un nuovo referendum entro i prossimi due anni.

3. Domenica 27 — Muore al-Baghdadi, califfo dell’ISIS
È ufficiale: Abu Bakr al-Baghdadi, il leader dell’autoproclamato califfato dell’ISIS, è stato ucciso in un raid delle forze americane vicino a Idlib, presso il confine con la Turchia. A darne l’annuncio è stato il presidente americano Trump. Al Baghdadi si era macchiato di centinaia di morti a causa dei suoi metodi violenti. L’ISIS ha subito annunciato il successore, Abu Hamza al-Quraishi.

4. Domenica 27 — Vince il partito Linke alle elezioni in Turingia
Gli exit poll parlano chiaro, le elezioni in Turingia hanno portato il partito Linke in testa con il 29,5% di voti, un risultato nettamente superiore rispetto al 22,5% della CDU, l’unione cristiano democratica della Merkel. Ma in una regione guidata finora da un governo rosso-verde, fa scalpore che l’AFD, partito di estrema destra, abbia guadagnato il 24% dei consensi. Trovare una coalizione fra questi tre partiti sarà difficile, in quanto la CDU rifiuta una qualunque alleanza.

5. Lunedì 28 — Brexit prorogata almeno fino al 31 Gennaio
Dopo un lungo dibattito, Donald Tusk, presidente del consiglio europeo, ha annunciato l’approvazione della proroga della Brexit al 31 Gennaio, così come chiesto dal governo di Boris Johnson, in quanto il termine del 31 Ottobre non è stato sufficiente per trovare un accordo tra le parti. Il premier inglese ha chiesto inoltre delle elezioni anticipate al 12 Dicembre, ricevendo tuttavia una bocciatura da parte del parlamento.

6. Martedì 29 — Il premier libanese Ḥarīrī annuncia le dimissioni
In seguito alle proteste in Libano contro la corruzione e il carovita, il premier Saʿd Ḥarīrī ha deciso di dimettersi, dando ascolto alle richieste dei manifestanti. Pochi giorni prima, però, egli aveva annunciato l’approvazione di un piano economico per tagliare i salari ad alcuni rappresentanti governativi, proprio in risposta alle decine di migliaia di persone scese in piazza da giorni.

7. Mercoledì 30 — Il Cile rinuncia a ospitare Cop25
È stata una decisione sofferta quella che ha spinto il premier cileno Sebastián Piñera alla rinuncia ad ospitare Cop25 nel suo paese a dicembre. Si tratta del secondo forfait, dopo quello del vertice dell’Apec, ed entrambi sono stati causati dalle forti proteste del Paese, che hanno visto coinvolte oltre un milione di persone unite contro il governo cileno. L’ONU ha fatto sapere che il nuovo Paese ospitante verrà reso noto a breve. All’ordine del giorno ci sarà sicuramente l’applicazione pratica dell’Accordo di Parigi del 2015 firmato dal Cop21.

8. Giovedì 31 — Gli USA iniziano i primi pattugliamenti in Siria
Una volta finita la tregua tra curdi e turchi, militari degli Stati Uniti hanno iniziato a pattugliare la zona sud-est della Siria, sede di alcuni pozzi petroliferi. Si tratta del primo schieramento di truppe USA dopo l’invasione turca ai danni dei curdi cominciata il 9 ottobre, appena dopo il ritiro di truppe statunitensi. Secondo Al-Jazeera, gli statunitensi si sarebbero attestati presso Qahtaniyah, vicino al confine con l’Iraq, sede di alcuni pozzi petroliferi.
9. Venerdì 01 — A Dresda è emergenza neonazismo
Il neonazismo colpisce ancora in Germania, in particolare nella città di Dresda, capoluogo della Sassonia, dove il consiglio comunale ha approvato una delibera contro i fenomeni di estrema destra che emergono sempre più. La delibera è stata presentata dalla sinistra di Linke, dai Verdi e da SPD, ma non è stata votata dalla CDU locale, che l’ha invece giudicata “lessicalmente sbagliata”.

10. Venerdì 01 — Varie sparatorie negli USA causano 6 morti e un ferito grave
La notte di Halloween è stata negli Stati Uniti una notte insanguinata, a causa di 3 sparatorie avvenute in 3 luoghi diversi. In California, 4 persone sono state uccise e alcune ferite durante una festa presso un AirBnB ad Orinda County, altre 2 sono morte nello Utah e infine una bambina, mentre stava facendo “trick or treat” (analogo dell’italiano “dolcetto o scherzetto?”) a Chicago, è stata colpita da un proiettile vagante e ora è ricoverata, in pericolo di vita. Trump ha annunciato misure drastiche contro il crimine in quest’ultima città.
