Consapevolezza dei propri bisogni — Il Dialogo con il Corpo

Martina (nome fittizio per riservatezza) è una donna sulla trentina. Per lavoro, è stata costretta a trasferirsi dalla sua città con il compagno e vive con malessere questo spostamento. Nel nuovo posto, si sente soffocare nonostante sia più grande e offra di più rispetto al suo paese di origine.. Il nuovo lavoro ha deluso le sue aspettative: non è come lo immaginava e il fatto che la tenga impegnata ben oltre l’orario stabilito dal contratto sta prosciugando le sue energie.

Adesso prova stress, stanchezza e non ha più consapevolezza dei suoi bisogni. Si pente di aver apportato questo cambiamento nella sua vita e sono pochi i momenti in cui non si sente triste e sopraffatta.
 Martina ha chiesto un intervento di Counseling perché non sa cosa fare per uscire da questo disagio.
 Leggi il testo di una delle nostre sessioni.

NB: La donna ha concesso il permesso di registrare la sessione e pubblicare il testo a fine divulgativo.

La Sessione di Counseling con Martina

M: (…) Io non ce la faccio più… non faccio altro che piangere e ripetermi che passerà. Ma non passa!
 I: Come ti senti mentre mi racconti tutto questo?
 M: Stanca! Vorrei che la mia testa non pensasse più… spegnere il cervello.
 I: Deve essere stancante avere tutti questi pensieri.
 M: Esatto, e ogni giorno è sempre lo stesso. Anzi no, peggiora! Che devo fare?

I: Ascolta, Martina. Ti va di parlare con la tua testa? Cosa ti dice?
 M: Devo parlare con la mia testa?
 I: Sentiamo cosa ha da dirti.
 M: Mi dice che non ce la fa da sola…
 I: Ok. Prova a parlare in prima persona: tu sei la tua testa. Parla con Martina.
 M: Io sono la mia testa… ok. Martina, non ce la faccio a fare tutto da sola.
 I: Torna Martina. Cosa rispondi alla tua testa?
 M: Non so che posso fare… Non ho tempo!
 I: Non hai tempo.
 M: No! Finisco di lavorare tardi e torno a casa distrutta.

I: Ascolta, la tua testa ti ha detto una cosa importante. C’è qualche altra parte del tuo corpo con cui vuoi parlare?
 M: Hmm… con le gambe?
 I: Sei le tue gambe. Cosa dite a Martina?
 M: Fatti una ceretta. Non te ne fai una da un po’.

Martina ride per la prima volta durante tutta la sessione.

I: Ok, Martina. Cosa rispondi?
M: Che voglio farmi la ceretta. I: Quando potresti farla?
M: Stasera! Prima della doccia.
I: Ottimo! Con quale parte del corpo vuoi parlare adesso?
M: Con il sedere! Voglio essere rassodato!
I: Va bene! Rispondi al tuo sedere.
M: Andrò a correre e a fare esercizio. Anche perché adesso arriva l’estate. I: Quando potresti farlo?
M: Comincio mercoledì! Il mercoledì lavoro solo mezza giornata.

A questo punto, Martina fa un enorme sospiro di sollievo e si asciuga le lacrime con un fazzoletto.

Esercizio del Dialogo con il Corpo

Come hai letto, Martina provava a spegnere il cervello e a reprimere i pensieri. In realtà, era proprio la sua testa a dirle cosa fare per alleviare questo stato di sopraffazione. Come avrebbe potuto scoprire ciò di cui aveva bisogno se non si fosse messa in ascolto prima di tutto di sé?

Essere immersi in ambienti stressanti e in contesti che prosciugano le energie, fanno sì che ci si concentri esclusivamente sui propri doveri e su cosa fare. Si perde il contatto con se stessi e, per questo motivo, non si ha più consapevolezza dei propri bisogni.

Martina percepiva i suoi pensieri come rumore. Un rumore che, però, diventava sempre più assordante, non permettendole di fare ordine.
 Mettendosi in ascolto, però, è riuscita subito a cogliere che non è da sola: è lei stessa la sua principale risorsa. Ha preso consapevolezza del fatto di poter partire da sé per auto-sostenersi.

In situazioni di stress simile, anche tu puoi fare questo piccolo esercizio autonomamente. Parla con le singole parti del tuo corpo; non solo la testa e le gambe, ma tutte quelle zone che senti abbiano qualcosa da dirti.
 Inscena il dialogo con loro, immedesimandoti e parlando in prima persona. A turno, “torna in te” e rispondi in modo sincero, fin quando tu e il tuo corpo non troverete un punto di incontro.

Ricorda che non hai un corpo, ma SEI il tuo corpo. E il corpo è il principale strumento per conoscerti.


Se ti è piaciuto il post, lascia un ❤ cliccando in basso. Esprimere gratitudine fa bene a te e agli altri :)

Originally published at www.formazionegestalt.it on May 5, 2017.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.