how to do now

1. Est. Giorno. Bosco

Una fila di alberi crea un corridoio naturale all’interno di un bosco. Intorno sono presenti oggetti distrutti e una pozzanghera di acqua contaminata da una carcassa di animale. Braccia conficcano dei rami nel terreno mentre un gruppo di uomini, donne e bambini avanza. Portano in mano alcune bottiglie quasi vuote e trascinano una grossa scatola di acciaio. In testa al gruppo ci sono due donne, vestite di rosso. Con ampi movimenti delle braccia e del corpo interpretano lo spazio di fronte a loro e la sua accessibilità. Sono loro che indicano dove conficcare i rami nel terreno. In coda al gruppo cammina Anna, una donna che porta con sè un bambino timoroso che si guarda le spalle, e si avvicina alle due donne in testa al gruppo. Punta un dito all’orizzonte.

Anna
L’acqua è lì in fondo, oltre gli spazi aperti. Abbiamo poco tempo.
Donne
I nostri visori (toccandosi gli occhi) oggi non esplorano bene.

Si guardano intorno come se sentissero o annusassero qualcosa.

2. Est. Giorno. Radura.

Le donne avanzano per alcuni metri, si fermano preoccupate, toccano una parete invisibile di fronte a loro. Si voltano in direzione di Anna e alle sue spalle il gruppo ha tracciato una sorta di sentiero delimitato dai rami. Il più vicino alle due donne ripercorre il sentiero a raggiungere Anna e le sussurra qualcosa nell’orecchio.

Anna, urla alle donne
Dimmi cosa non vedete?
Le donne
Gli spazi sono chiusi, dobbiamo abbandonare la ricerca!

Anna si dirige verso il limite del sentiero segnato, lo scavalca sotto lo sguardo incredulo del gruppo, e si avvicina alla carcassa dell’animale nella pozza di acqua e gli accosta una sorta di sfera. Anna assume un’espressione di sofferenza e il bambino alle sue spalle osserva spaventato. Un guaito da lontano fa trasalire il gruppo. Anna si rialza e sempre tenendo la sfera nelle due mani ripercorre il sentiero e raggiunge le due donne.

Anna
Non possiamo fermarci adesso, vi guiderò io

Con la sfera tra le mani attraversa lo spazio nel quale si erano fermate le due donne e prosegue.

3. Est. Giorno. Pozzo

Anna si dirige fino ad una sorta di pozzo dalla quale emerge una strano fumo e un getto d’acqua limpida. Anna indossa una maschera, si accosta al pozzo e raccoglie l’acqua in un contenitore molto piccolo. Dopo alcuni secondi, il contenitore emette un suono. Anna si toglie la maschera, sorride, si versa un po’ di acqua sulle mani.

4. Est. Giorno. Radura

Anna sale verso gli altri che la stanno aspettando ansiosamente, mostra il contenitore dal quale inizia a bere. Il gruppo rasserenato inizia subito a smontare il grosso imballaggio dal quale tirano fuori il materiale per creare un accampamento. Anna si avvicina alle due donne ed indica una direzione. Le donne costruiscono una palizzata di ramoscelli per marcare un confine e fanno le sentinelle lungo tutto il perimetro. Alcune persone del gruppo entrano in una grotta di arbusti nel profondo del bosco, altre montano delle tende e sistemano un vivaio di piante sintetiche. Si vedono persone che si nutrono iniettandosi la linfa delle piante nella parte bassa del collo attraverso un tubo trasparente che collega il vivaio alle profondità del pozzo appena scoperto. Una donna si accascia a terra stringendosi le braccia al petto come se si riparasse da un freddo intenso. Anna si lancia su di lei cercando di strappare il tubo che ha collegato al collo. Ci riesce al secondo tentativo e dell’acqua nerastra esce dal tubo per alcuni secondi e poi smette mischiandosi con un leggero rivolo di sangue che esce dal collo della donna. La donna si rianima e Anna le indica di stare zitta. Chiama una delle due donne e scendono di corsa verso il pozzo.

5. Est. Giorno. Pozzo

Anna e la donna notano il pozzo ormai allagato dall’acqua divenuta nerastra e si sente anche un sinistro sibilo. Si ritraggono entrambe spaventate e cercano di colpire il pozzo con le pietre come fosse cosa viva e scappano goffamente, inciampando per la paura. La donna, intanto, viene raggiunta dall’acqua che la trascina con sé e riesce a fuggire solo dopo una furibonda lotta con qualcosa che la tiene per le gambe,. I tubi ora lo bloccano. Raccoglie tutte le forze e in uno sforzo atroce riesce a sfuggire. Anna dopo un momento di sbandamento riacquista la lucidità e soccorre la donna. Insieme si dirigono verso l’accampamento mentre la donna al suo fianco inizia ad urlare verso gli altri.

La Donna
E’ qui…ci ha seguiti

Anna cerca di chiuderle la bocca ma è troppo tardi. La guarda con rabbia.

6. Est. Giorno. Avvallamento.

Gli altri si voltano spaventati dalle urla della donna e si radunano, si stringono tra loro guardando in direzione del pozzo da cui, ormai, giungono agghiaccianti sibili che sembrano urla che sembrano canti.

ANALITA (con preoccupazione)
Riaprite i confini, l’acqua nera sale verso di noi

Le due donne guardano Anna e iniziano a muoversi percorrendo lo spazio dell’accampamento obliquamente. Si dirigono verso il confine chiuso cercando di riaprirlo con gesti veloci, sincopati. Frantumano la ragnatela di rami, buttandola in aria e provando ad uscire. Sbattono contro una parete invisibile e si rovesciano all’indietro, si rialzano e riprovano senza successo. Tutti gli altri nel panico corrono ad aiutarle lanciando contro il confine chiuso bastoni e pietre che però lo attraversano senza provocare danni al muro invisibile.

Anna (urlando)
Andiamo verso il bosco, presto

Un getto d’acqua nera spazza via l’accampamento.

Le donne (come se pensassero ad alta voce)
Anna la tua gente ha accesso al futuro. Tu ci hai guidato!!! Prosegui verso la soluzione.

7. INT. GROTTA. NOTTE

Anna entra nel fitto di un bosco mentre gli altri sono già seduti o in piedi ad aspettarla. Un silenzio irreale rotto solo da sibili lontani.

Anna
Posso usare la sfera prima della fine.

Un mormorio si alza dal gruppo.

Le due donne
Per sopravvivere siamo capaci di ogni cosa
Anna
Imparate a guardare oltre e io smetterò di starvi accanto. La morte non può farvi così paura
Il gruppo
La nostra sì, la tua presenza ne è la prova.
Anna
Preparate un figlio, non c’è più tempo.

Le due donne prendono a forza il bambino e si allontanano. Il resto della gente rimane ferma con la testa bassa senza alzare gli occhi. Anna segue le due donne.

8. EST. POZZO. NOTTE

Le due donne portano il Bambino a ridosso del pozzo, Lo sdraiano a terra, lo legano e lo imbavagliano. Anna osserva tutto senza fiatare, fredda ed enigmatica. Il bambino viene messo in piedi con le mani legate dietro la schiena. sorretto da un bastone. Il Bambino guarda Anna con disperazione. Anna si avvicina al bambino

Anna (accarezzando il bambino)
Se volete posso interrompere il ciclo
Le donne
Ormai è troppo tardi.
Anna
Decidete, cosa pensate di raggiungere uccidendo un vostro possibile futuro? Solo per controllare la paura.

Le due donne soffocano il bambino. Un fremito attraversa il gruppo, tutto sembra congelato, istanti interminabili. Trattengono il fiato ad ascoltare. Anna ha gli occhi fermi e lo sguardo assente come se dovesse aspettarsi qualcosa che non arriva. Dirige la sfera e la direziona verso il bambino morto. Rimane a fissare lo spazio davanti a lei e trema trattenendo la sfera con uno sforzo enorme. Sussulta con tutto il corpo ma tiene ferma la sfera. Dopo alcuni istanti di tensione inizia a sentirsi un debole pianto in lontananza. Le due donne indietreggiano. Il pianto diventa ininterrotto, forte che sale sempre più, un pianto di bambino. Le persone del Gruppo raccolto davanti alla grotta si dividono e si portano le mani alle orecchie. Anna si siede su una pietra bianca e poggia la sfera sulle ginocchia. Il Gruppo toglie le mani dalle orecchie e si tranquillizzano. Il sibilo smette, all’improvviso, l’acqua nera sparisce, tutto torna alla normalità. Il gruppo torna verso il bosco mentre Anna rimane seduta.

9. EST. BOSCO. ALBA

L’accampamento di fortuna è vuoto, non rimane nessuno. Anna siede ancora sulla pietra bianca. Una bambina arriva alle sue spalle e le accarezza i capelli. Anna si alza e proseguono verso il gruppo riunito davanti al confine, pronti per partire. Anna attraversa il gruppo e si posiziona davanti a tutti, fa un cenno alle due donne che rimangono ferme. Lei mette la sfera a terra e senza voltarsi supera il confine sotto il loro sguardo sbigottito. Il gruppo riprende le stesse posizioni di sempre e si allontanano scomparendo all’orizzonte.

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