Balli di gruppo

Sono andato alla festa di Sel. Stand, gazebi, ristorantini, bancarelle e una pista da ballo. A un certo punto parte uno di quei balli di gruppo latino americani e molta gente si riversa allegra in pista. Dopo alcuni passi eseguiti in sincrono alla perfezione da tutti, uno in prima fila si ferma e si lamenta del fatto che alcuni nelle retrovie stanno ballando come si fa con la salsa, mentre è palese che quello è un merengue. Al che un altro signore fa notare che, a voler essere precisi, è un “merengue figurado”, visto che lui è stato in Repubblica Dominicana al congresso del Pci locale nel ‘74. A questo punto un signore anziano, smettendo di muovere a ritmo il suo deambulatore, sostiene che filologicamente il merengue figurado è nato ad Haiti, come espressione di resistenza popolare al regime di Papa Doc. Questa affermazione suscita lo sdegno di una signora sui 50, molto somigliante ad Alda D’Eusanio, che sostiene che il ritmo non è abbastanza sincopato per essere un merengue, invitando la sua fila a smettere di ballare e uscire dalla pista. Senza la terza fila qualcuno lamenta il fatto che un merengue figurado sarebbe impossibile e che quindi si dovrebbe passare seduta stante a una semplice rumba, ballo comune che tutti conoscono. L’invito suscita una dura protesta da parte di una mezza dozzina di giovani che non conoscono la rumba, e per questo si ritengono esclusi solo per questioni generazionali. Dopo un conciliabolo ai bordi della pista, il 35% di questa mezza dozzina va via, mentre il restante 65% resta in pista, pur rimanendo fermi in segno di dissenso. Nel frattempo una coppia anziana ha iniziato un tango innescando un coro di buuu, visto che rievocava in modo provocatorio i drammi della dittatura argentina. Quando tutto sembrava volgere per il peggio, il deejay ha messo YMCA, riportando la serenità e la tranquillità tra le tre persone rimaste. Meno male.

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