Co-gestioni e sguardi aperti

Questa è la storia di una lezione svolta in un’aula assolata, in un lunedì mattina primaverile. Una lezione con tanto di campanella finale e preside che viene a salutare, studenti che si alzano in piedi al tuo ingresso e tu non te l’aspetti.

Questa è la storia di una scuola in co-gestione: non auto ma co, perchè, come mi ha raccontato la ragazza che mi ha accolto all’ingresso, gentile, efficiente e organizzata, tempo fa alcuni ragazzi più grandi ne hanno combinate di grosse e da allora i professori vigilano. Ma una volta hanno affittato un cinema ed hanno visto film per 24 ore. Peccato. Al mio liceo non l’abbiamo mai fatto (ma tanto i miei non mi avrebbero mai lasciato per 24 ore in un cinema, quindi meglio così).

Questa è la storia di un gruppo di ragazzi, dai sedici ai diciannove anni, che ha ascoltato racconti di campagne elettorali, di analisi del voto, di alcuni aneddoti divertenti e altri un pò meno sulle ultime elezioni torinesi. Forse le prime ad affrontare in modo così massiccio ed invasivo l’avvento della comunicazione social nel mondo politico in Italia.

Questa è la storia degli sguardi curiosi e penetranti di giovani uomini e giovani donne, che vivono nel mondo virtuale azioni con conseguenze tremendamente reali. Mi sono sentita di dir loro tante cose, senza nessuna presunzione ma con il desiderio di accendere loro la scintilla del dubbio e dell’attenzione. Sono sguardi che vivono una nuova giungla dell’informazione e della sensibilizzazione mediatica, in rete, tutti i giorni: è nostro dovere dare loro gli strumenti per affinare lo spirito critico e fare un passo indietro per valutare le informazioni con la giusta distanza. Sono occhi che vivono in mezzo a fakenews da riconoscere e sono sentimenti che possono essere travolti da un’aggressività sui social difficile da gestire.

Questa è la storia di un manifesto contro l’hate speech letto insieme, commentato, e compreso, con grande responsabilità.

Questa è la storia di un professore di storia e filosofia, seduto un ultima fila, attento, divertito e divertente, che ha ascoltato la mia lezione ed ha concluso con un intervento sulle profezie di Fassino, per rendere più leggera l’atmosfera. Avere un professore così, giovani studenti, ti cambia la vita, credetemi.