LA SENSAZIONE DEL BIVIO

Ho un ricordo preciso, chiaro, reale, quasi fisico, che nei momenti di scelta ritorna prepotente.

Sono all’università, mi sto per laureare, sono davanti all’ufficio del Job placement, primo piano: guardo gli annunci appesi alle pareti e leggo che una casa editrice sta cercando uno stagista per l’ufficio sviluppo. Confesso che ancora adesso non so che cosa sia l’ufficio sviluppo, ma in quel momento mi sembrava una cosa meravigliosa. Facevo pratica per diventare giornalista pubblicista e pur laurendomi in Economia e commercio (oh, in 4 anni precisi, con una fatica bestia a dare gli esami di analisi e di economia finanziaria), la passione per la scrittura e il mondo dei libri era immensa.

Non sono arrivata in tempo: avevo un esame importante da dare e quando l’ho dato, l’annuncio non c’era più.

Lo so che può sembrare assurdo, ma quella mancata possibilità me la porto ancora dentro. Ogni tanto mi chiedo se avessi risposto subito che cosa sarebbe cambiato nella mia vita: magari nulla, magari non mi avrebbero preso. Magari tutto, magari avrei iniziato un percorso professionale diverso e forse sarebbe stata la mia strada. Non lo so.

Che cosa so, allora? Che quando mi trovo a dover far delle scelte importanti di lavoro, come adesso, mi ritorna quella sensazione di aver sbagliato bivio, di non aver colto un’opportunità. Non è bello, ma non posso farci nulla: torna invadente.

Posso però farne tesoro e cogliere i prossimi attimi che la vita mi presenterà. Ho fatto percorso molto bello lo stesso e per mia grande fortuna, la passione per la scrittura non è svanita, anzi, se è possibile, è cresciuta. E questa non me la toglie nessuno, con la consapevolezza che ci sarà un altro ufficio sviluppo giusto per me. Devo solo rispondere in tempo all’annuncio.

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