
Plebiscito.eu lancia un programma in 20 punti pro indipendenza, europa, euro e innovazione per sconfiggere il “medioevo” italiano
Oggi Plebiscito.eu, il movimento indipendentista veneto guidato da Gianluca Busato e assurto alle cronache internazionali per l’organizzazione del Referendum di indipendenza del Veneto nel 2014, ha lanciato un programma di 20 punti “per uscire — dicono — dal medioevo italiano”. Le proposte sono tutte “Pro Indipendenza, Pro Europa, Pro Euro, Pro Innovazione, Pro Commercio Internazionale”.

Plebiscito.eu ha indetto per domani sera 24 febbraio a Padova in Piazza delle Erbe a partire dalle ore 19 una manifestazione in cui lancerà tali punti programmatici, con lo slogan “Veneto Ribellati”, che comprende appuntamenti mensili in tutte le piazze del Veneto.
Plebiscito.eu si distingue nello scenario politico veneto rispetto alle forze venetiste e sovraniste — lega e altri movimenti venetisti come indipendenza veneta, indipendenza noi veneto e siamo veneto — proprio perché rigetta totalmente le proposte xenofobe e di chiusura che caratterizzano tali soggetti nell’estrema destra antieuropeista.
Le proposte lanciate oggi da Plebiscito.eu sono le seguenti.

- Negoziati per indipendenza del Veneto e di tutte le regioni che la richiederanno, oppure che avanzeranno domanda di maggiore autonomia. Da tali negoziati saranno stipulati gli accordi di ripartizione del debito pubblico in base ai criteri internazionalmente adottati. Ciò consentirà: di ripianare parte del debito pubblico e di garantirne la sostenibilità per lo stato italiano e nel contempo di generare cicli economici virtuosi nelle regioni rese indipendenti grazie ai surplus finanziari che potranno essere generati e alla maggiore responsabilità finanziaria territoriale che ne deriverà.
- Tagli dei costi della casta politico-giudiziaria-sindacale, con retribuzioni medie che sono il triplo della media europea.
- Taglio dei finanziamenti al sistema dei partiti e abolizione privilegi normativi delle fondazione politiche e delle organizzazioni sindacali. I partiti e i sindacati devono trovare finanziamenti in ambito civico e non per favoritismi legislativi che innescano clientelismo e corporativismo.
- Taglio dei sussidi alle imprese e ai giornali, privatizzazione della rai.
- Liberalizzazione dei settori occupati dallo stato, ad iniziare da trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, servizi professionali, banche.
- Politica energetica sostenibile, con apertura e facilitazione di fonti energetiche pulite, compresa l’energia nucleare.
- Dismissione dalle partecipazioni pubbliche: vi sono oltre 10.000 imprese compartecipate dallo stato e dalle sue ramificazioni; la stragrande maggioranza sono spreco di risorse pubbliche senza alcun beneficio, anzi con danno del sistema di libera concorrenza.
- Lotta a corruzione, al nepotismo e al clientelismo.
- Combattere la discriminazione di età e genere nel lavoro.
- Privatizzazione o chiusura di tutti gli apparati pubblici inutili, il personale sarà assorbito dal mercato privato, o in mobilità. Obiettivo di tale manovra è di smagrire il bilancio dello stato di almeno 1 milione di stipendi pubblici sugli attuali almeno 5 (3,3 a tempo pieno + 2 tra tempo determinato, partecipate, consulenze esterne).
- Riformare il sistema pensionistico improntandolo all’equità intergenerazionale e intragenerazionale.
- Creazione Zone Economiche Speciali e Free Tax Zone per attrarre investimenti, in particolare internazionali: in aree ad alto potenziale logistico globale e in zone depresse istituire 10 aree a tassazione agevolata (iva ridotta al minimo UE, 0-low income corporate tax e deducibilità investimenti per 5–10 anni). Aree più interessanti per ZES: 3 in Veneto, 2 Liguria e Piemonte meridionale, 1 Toscana, 1 Napoli, 1 Puglia, 2 Sicilia e Calabria, 1 Sardegna.
- Piano di infrastrutture territoriali, grazie all’accesso ai fondi internazionali di sviluppo dei nuovi corridoi intercontinentali di comunicazione e trasporto, quali i Corridoi Europei e Internazionali e le Nuove Vie della Seta.
- Risanamento e de-politicizzazione sistema bancario, con affidamento ai meccanismi europei per il salvataggio delle banche (ESM).
- Riforma del sistema del credito troppo banco-centrico con introduzione e facilitazione dell’adozione di nuovi sistemi di capitali privati, quali venture capital e private equity, con adozione di leggi che ne favoriscano l’azione, quale la legge 15 giugno 2004 del Lussemburgo sulle Sicar.
- Completa riforma del fisco con pesante riduzione pressione fiscale, a cominciare da reddito da lavoro e d’impresa, in particolare con introduzione principio federale e di sussidiarietà: le tasse vanno pagate al livello territoriale di competenza del servizio cui sono associate. I servizi pubblici vanno svolti al livello territoriale di competenza, lasciando al livello superiore quelli troppo complessi per essere svolti localmente, oppure un’alternativa più semplice: aliquota fiscale unica (per il Veneto indipendente potrà essere ad esempio il 15% del reddito, mentre sicuramente per l’Italia sarà superiore, al di là delle stupidaggini che dice Salvini) e ripartizione gettito fiscale alla fonte: 10 % livello centrale, 20% livello intermedio (regione-provincia), 70% livello locale.
- Riforma sistema giudiziario, in particolare snellimento burocratico processi, eliminazione privilegi di casta giudiziaria unito al rafforzamento di indipendenza della magistratura dalla politica.
- Sostenimento temporale disoccupati, in particolare delle fasce che escono troppo presto dal ciclo produttivo: tale sostegno sarà legato a impegno formativo per la riqualificazione professionale.
- Mantenimento dell’euro come moneta ufficiale, rispetto delle regole europee di bilancio.
- Forti politiche a sostegno dell’innovazione in particolare nell’ambito di nuova imprenditorialità nei settori strategici digitali, fintech e criptovalute, intelligenza artificiale, bioingegneria.
Serenissima Post
