Azioni e cambiamenti, la ricerca del Personal Branding

La signora Pigrizia ed io, siamo amici di vecchia data, abbiamo un legame d’amore e odio, di quelli indissolubili, mi vuole tutto per sè, neppure fossi un figo alla Brad Pitt.

Spesso mi sono lasciato adulare, rinchiuso nella mia bella zona di confort, inebetito dal pensiero — “va bene così, dove vuoi andare?”, ma sono le azioni, che portano i risultati nella vita, l’immobilismo non paga.

Le Azioni muovono la vita

Quando decido di compiere azioni, che mi portano oltre i confini della normale routine, azioni indirizzate ad un cambiamento, accadono cose, che hanno dell’incredibile.

Ricordo, quando decisi di andare al Joomla Festival, tenutosi a Milano il mese scorso, accadde di tutto.

Piccoli eventi apparentemente atti a farmi desistere, azioni accondiscendenti al volere della Signora Pigrizia; sciopero del personale nelle stazioni ferroviarie, piccoli intoppi familiari, un dente, che si rompe proprio la sera prima dell’evento.

Allo stesso modo, dopo un mese di attesa, per partecipare al Workshop di Scrittura Potente — “La bella Storia” di Regina Moretto, quando finalmente arriva il giorno tanto atteso, mi alzo dal letto ed ecco la sorpresa; la febbre, il mal di testa e il disperato bisogno di ricacciarmi sotto le coperte.

I segnali erano iniziati qualche giorno prima, una cistite con febbre altissima, patologia, che mai avevo contratto in vita mia.

Dunque, che fare?

Arrendersi alla giustificante evidenza o fregarsene prepotentemente?

Sono sempre stato un “testone”, ma un testone coerente, quindi se mi impunto e decido di voler fare qualcosa, va sempre a finire, che la faccio.

Ho scelto la seconda strada ed ho preso la decisione giusta.

Percepivo l’incontro con Regina, come crocevia per le mie azioni future e rinunciarvi sarebbe stato come se avessi detto ai miei progetti — “gettate le armi e arrendetevi”.

Così ho raccolto tutte le energie, che avevo e sono andato.

Nella confusione, ben organizzata, che fa parte del mio cammino verso il cambiamento di una vita, che lo chiede a gran voce, l’incontro con Regina Moretto e la sua “Bella Storia” era quindi fondamentale, un’occasione di arricchimento personale e la consapevolezza di porre un altro passo in una direzione, che sempre più chiaramente, appare come la scelta, che meglio mi rappresenta e più conviene alla mia vita.

Ho vissuto una giornata, che resterà nel mio cuore a lungo, ma soprattutto mi ha permesso di comprendere, che sono una persona “normale”, inferiore a nessuno e come tale, come tutte le persone, che non sono dotate di super poteri, posso riuscire a fare cose straordinarie.

“L’anima sa scrivere molto bene” Regina Moretto

L’intima essenza

È quella cosa, di cui ho sentito la mancanza sin dall’inizio del mio percorso.

Con lo studio e l’allenamento possiamo fare molto, se non tutto, ma capire chi siamo, cosa vogliamo e come sia possibile comunicarlo al mondo nel modo corretto, è ciò che mi ha fatto girovagare a vuoto per molto tempo.

Pian piano sono riuscito a costruire un identikit, ma ancora non era preciso e non lo percepivo affidabile.

Dal Workshop — “La bella Storia”, mi porto a casa un’idea più chiara di quale sia la mia “intima essenza”, leggi personal branding, quel semino, che rappresenta la mia unicità e che ora va coltivato con passione, affinché cresca forte e diventi il tronco su cui far fiorire il mio futuro.

Nella ricerca della mia “intima essenza”, mi sono confrontato con diverse persone e tutto mi indirizzava verso una strada ben precisa; dopo lo splendido workshop di sabato, non posso più avere dubbi, forse, posso avere paura, ma cosa va fatto è ormai chiaro.

La consapevolezza di avere a disposizione una storia da raccontare, da condividere con le persone, che hanno bisogno, come me, di risposte concrete, di esempi da seguire e della voglia di credere che tutto sia possibile, con l’intento comune di abbattere il pensiero limitante, che si impadronisce delle menti, quando ci si trova davanti a degli ostacoli — “questa è la mia vita, non ci posso fare niente”.

Cambiamento

Cambiare non è mai semplice, implica mutazioni interne ed esterne a noi, che avvengo per mezzo di pensieri e azioni, meglio se ponderate.

Semplice, è la sensazione, che hanno coloro che ci osservano da fuori, perché non vedono le nostre notti insonni, non percepisco le nostre paure e non vedono le nostre lacrime, che bagnano terreni in cui seminiamo le nostre speranze.

Cambiare è possibile, anche se siamo persone normali; chi ha raggiunto grandi obiettivi ci è riuscito perché si è impegnato al massimo e ha dato tutto, non perché è figo o il cugino di Superman.

Abbiamo tutti gli stessi identici strumenti, a disposizione, si tratta di capire come usarli, ma “si-può-fare”.

“- Alice: Per quanto tempo è per sempre?- Bianconiglio: A volte, solo un secondo.”- da Alice nel paese delle meraviglie

La tana del Bianconiglio

Mi sono, ci siamo, inoltrati nella tana del Bianconiglio, come per Alice, sappiamo che la strada è solo all’inizio, c’è da correre molto e possibilmente in fretta, con la massima concentrazione, per sopperire agli imprevisti e non perdere troppo tempo davanti alle diramazioni.

Per superare questa prova e porre il focus sul proprio obiettivo è necessario dotarsi di due elementi fondamentali, ovvero il mezzo per penetrare la Verità e la giusta predisposizione d’animo, per non perdere il significato di ciò, che vogliamo fare.

Basta perdite di tempo nell’incertezza di una scelta da fare o della mancanza di fiducia nei propri mezzi, ciò che non sai, lo impari, ciò che è perfettibile, lo migliori con il continuo allenamento.

Serve il fitness per il corpo e quello per la mente, dove scrittura e lettura sono fondamenta imprescindibili.

Il blogging è la strada, la mia vita e le mie esperienze sono il fulcro su cui costruire relazioni; un incentivo all’apprendimento e alla condivisione continua.

Onestà, coerenza, umiltà e disponibilità verso sé stessi e verso gli altri, sono qualità di cui la vita non può fare a meno, per essere intrisa dalla verità, per crescere forte e sana.

“Qui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche parte devi correre almeno il doppio.” da Alice nel paese delle meraviglie

L’esempio

Ho scritto che abbiamo bisogno di esempi e Regina Moretto, per me, lo è; è un esempio di come i propri valori diventino coerenza con se stessi e verso gli altri, un esempio di coraggio, di lotta, per raggiungere i propri obiettivi, un esempio di formazione continua, un esempio di come professionalità e passione per quello che si fa nella vita, si possano fondere in un mix esplosivo.

Un esempio lo sono Lia e Marcella, due donne tenaci, che coltivano i loro progetti lottando senza paura per quello in cui credono e portando, come fiore all’occhiello, un luogo meraviglioso come la libreria Libre; un progetto che si nutre della condivisione per la passione della cultura, nonostante, là fuori, mostri dai denti aguzzi, alti come grattacieli, minacciano, ogni giorno, la vita dei nostri sogni.

Conclusioni

La realtà può essere ruvida e lasciare segni profondi.

Le necessità materiali vanno rispettate, perché senza una certa tranquillità economica, mancherebbero le basi, per poter costruire i nostri progetti, i quali altro non sono, che sogni e come tali, vanno trattati con cura.

Fare salti nel vuoto, senza vedere un appiglio dall’altra parte, senza idee chiare su cui concentrare i nostri sforzi, senza un’analisi attenta dei rischi, ci inibirebbe la possibilità di godere anche del lato “morbido” della vita, quello dolce di una carezza, che ci fa sentire pieni di speranza e liberi di esprimere noi stessi.

Sapere cosa fare è la base di partenza, realizzarlo è un viaggio, che merita il tempo necessario e le accorte azioni, per poterlo preservare, affinché si possa giungere a destino, senza rischiare di perdere tutto.

Libri consigliati: Alice nel paese delle meraviglie (Alice’s Adventures in Wonderland) di Lewis Carroll — 1865

Scritto con sottofondo allegro di bambini, che giocano, presso YOUNGO Auchan di Bussolengo (Vr) un piccolo paradiso, per piccoli bimbi.

adotta1blogger